Eldo, sfida alla Benetton Treviso: programmazione, esperienza e talento dei trevigiani

La prossima avversaria della Eldo punta di nuovo in alto

CASERTA – La rivoluzione estiva della Benetton, dopo le cocenti delusioni delle ultime stagioni, ha puntato alla valorizzazione di un settore giovanile eccellente, unita all’esperienza ed al talento, per dare a coach Mahmuti una squadra versatile, ma anche concreta e fisicamente importante.

L’ESORDIO

L’esordio in campionato sembrava dare indicazioni piuttosto positive all’ambiente. La vittoria contro Avellino, seppur sofferta nel finale, è stata messa in cassaforte con un primo quarto da antologia, e con una gestione del vantaggio che si è complicata fino alla sirena, senza però togliere le luci ad una squadra totalmente rinnovata e quindi presumibilmente ancora da amalgamare.

Conferme che sono arrivate con la trasferta di Siena, in cui la Benetton ha retto per tutto il match, mostrando solidità fisica e mentale contro la corazzata di Pianigiani. Poi invece è arrivata la battuta d’arresto di Ferrara, inaspettata soprattutto nei contenuti, visto che i biancoverdi sono andati sotto nel punteggio fin da subito e non hanno mai concretizzato una rimonta.

Nuovi dubbi quindi affiorano sulle potenzialità di una squadra che sembra comunque costruita con intelligenza e con un budget ambizioso.

LA ELDO LEGGERA

La Eldo leggera sotto i tabelloni dovrebbe rabbrividire nel leggere i nomi dei lunghi avversari, eppure fino ad ora il campionato ha detto che Caserta ha retto molto bene contro Roma e Milano, squadre sicuramente ben messe sotto canestro, e ha sofferto oltre ogni aspettativa contro una squadra veloce come Cantù. Questo ci dà l’idea di come sia difficile abbozzare un’analisi di un match, in cui le variabili sono tantissime e spesso si sottraggono alla logica.

IL QUINTETTO BASE

In quintetto Treviso dovrebbe schierare il play Dixon, acquistato per sopperire all’infortunio di Dashaun Wood, le guardie Lorbek e Neal, ed i lunghi Rancik e Nicevic. La panchina è lunghissima, e vanta gente come Matteo Soragna, CJ Wallace, ed i talentuosi Rullo, Renzi e Markovic, oltre all’infortunato Maresca.

La scelta di partire con Rancik in quintetto e Wallace in panchina garantisce un maggior equilibrio e pericolosità dall’arco, dove lo slovacco colpisce con efficacia. Con Wallace in campo aumenta l’impatto dentro l’area colorata, e Mahmuti ha a disposizione un pacchetto lunghi che gli permette diverse soluzioni tattiche sia in difesa che in attacco.

GLI ESTERNI

Il pacchetto di esterni, con Dixon, Lorbek ed il talento Neal è ben equilibrato, con Gary Neal principale bocca da fuoco del quintetto trevigiano. Il rendimento di Neal, eccezionale in precampionato, è però progressivamente calato in queste prime tre partite, ma la guardia di Ohio State resta il principale riferimento d’attacco della Benetton. Dopo l’ottima prova contro Hawkins, toccherà di nuovo a Foster provare a fermare il suo diretto avversario, ma attenzione a Soragna, che finora dalla panchina ha avuto poco impatto, ma è pur sempre il nazionale che tutti conosciamo.

Se vogliamo trovare difetti agli esterni della Benetton, possiamo dire che forse mancano di aggressività, e tendenzialmente non attaccano il canestro con costanza. Questo potrebbe indubbiamente favorire i nostri piccoli, a patto che si riesca a limitare i pick and roll con i vari Nicevic, Rancik e Wallace. Il dato che salta agli occhi nell’attacco trevigiano, è che su 41 tiri liberi procurati, solo 11 sono delle guardie, e ben 30 dei lunghi.

La Benetton, insomma, va poco in lunetta, e soprattutto ci va pochissimo con le guardie. Il gioco viene poggiato principalmente sui lunghi, come è giusto che sia per una squadra che ha un potenziale enorme sotto canestro.

Anche a rimbalzo gli uomini di Mahmuti si fanno valere, eppure questo dato statistico spesso non dice tutto, perché dipende molto dalle percentuali di tiro degli avversari, e poi ci sarà un motivo se l’unica squadra che ha preso meno rimbalzi della Eldo, ad oggi è una certa Montepaschi Siena.

FRATES E I SUOI ROVELLI

Frates dovrà preparare i suoi lunghi ad un super lavoro in difesa, ma molto dipenderà dall’aggressività delle nostre guardie, se saranno in grado di sporcare le linee di passaggio ai lunghi, aiutare nei raddoppi e nelle rotazioni difensive.

Finora la Benetton non ha espresso il massimo rendimento da giocatori come Lorbek o Soragna, e lo stesso Dixon, dopo un buon esordio, non ha brillato in regia. Sarà una Benetton arrabbiata dopo la batosta di Ferrara, ma forse meno tranquilla e convinta dei propri mezzi, e ci vorrà la miglior Eldo per provare a strappare una vittoria che i bookmaker danno comunque piuttosto difficile.

Se la Eldo riuscisse ad esprimere il suo gioco con maggior velocità, potrebbe seriamente mettere in difficoltà i biancoverdi, ma come dice Frates, questo dipende dalla concentrazione a rimbalzo e dall’aggressività in difesa.

IL DUELLO IN CAMPO

Sarà particolare il duello Dixon-Butler, col primo che lascerà presto il posto a Dashaun Wood, ed il secondo in forte odore di taglio; per entrambi, una ghiotta possibilità di dimostrare di essere all’altezza del massimo campionato italiano. E poi, i miss match tra i lunghi di peso della Benetton, ed i nostri Slay e Michelori (con Brkic potenziale arma tattica), più atipici e pericolosi se prendono in velocità gli avversari.

Tante, troppe possibili chiavi di lettura, una sola convinzione: i due punti li porterà a casa chi avrà più voglia e cattiveria agonistica.