Dalla vittoria contro Milano le prime risposte per Frates
CASERTA – E’ presto, prestissimo. Lo sarebbe stato anche se avessimo perso contro l’Armani Jeans. Avremmo scritto che ci voleva pazienza, che ci vorrà ancora tempo per vedere la vera Eldo, e che comunque dopo tre giornate non c’è possibilità di stilare verdetti di nessun tipo.
SERVE PAZIENZA
Abbiamo vinto, e questo muove la classifica e l’umore; ma non cambia la sostanza. Ogni partita serve per dare indicazioni e risposte a Frates, o per sollevare nuovi dubbi, per lavorare su ciò che non ha funzionato. Sarà così per un bel pezzo di campionato, perché la Eldo è una squadra molto giovane, e la serie A è una novità assoluta per almeno 7 giocatori. Ma dalla sfida amarcord contro l’Olimpia, staff tecnico e tifosi si aspettavano innanzitutto una risposta: qual’era la vera Eldo? Quella di Roma o la brutta copia vista contro Cantù? La risposta è nei fatti, e sarebbe stata la stessa anche se avessimo perso in quel finale elettrico di partita.
LA ELDO SQUADRA GIOVANE
La Eldo c’è, è una squadra che ha le armi per competere, e questo campionato sta dimostrando nei fatti di essere equilibrato ed intenso, con un fattore campo difficile da ribaltare anche per le grandi, e ne sanno qualcosa le varie Milano, Treviso e Fortitudo. La partita di Teramo ha poi fornito un’altra indicazione a tutto l’ambiente; persino contro la Montepaschi si può e si deve provare a vincere. Questo campionato così sporco e tribolato, nato con una settimana di ritardo e con due squadre in meno, ha tutti i connotati per essere spettacolare, ed il livello tecnico medio sembra decisamente superiore a quello passato.
PEZZA DELLE NOCI
Ma a Pezza delle Noci si lavora all’interno della squadra, senza curarsi troppo delle altre. Il giorno dopo la prima vittoria di campionato, a mente fredda, ci sono considerazioni importanti, anche se parziali, su squadra e singoli, che ci traghettano alla prossima sfida contro un’altra grande del basket italiano, la Benetton Treviso di nuovo corso, altra squadra in cerca di un centro di gravità permanente dopo aver rivoluzionato il roster quest’estate.
I PROBLEMI DELLA JUVE
I problemi della Eldo vengono ancora sotto i tabelloni, dove alla voce “rimbalzi†continuiamo a regalare troppo agli avversari: eppure contro Milano abbiamo subìto, ma senza crollare. Molti dei rimbalzi offensivi concessi agli avversari sono arrivati da palle cadute a terra e controllate dagli avversari, come se ad un efficace taglia fuori non seguisse la fase di rimbalzo, nella foga di tenere l’avversario alle proprie spalle.
C’è ancora tanto da migliorare, ma nel momento più intenso del match, la lotta sotto canestro si è riequilibrata, ed i due rimbalzi offensivi finali di Slay (tap-in vincente compreso) sono il segnale che per prendere i rimbalzi contano molto più la reattività e la posizione, che chili e centimetri. Di questo siamo convinti da tempo, e la chiave sta nell’aumentare l’intensità difensiva, come è successo in certe fasi sia contro Roma che contro Milano. Insomma, il problema rimbalzi esiste, ma non ci sembra così drammatico e decisivo. Inoltre, avendo 4 uomini che si possono alternare sotto le plance (Slay, Michelori, Frosini e Martin) si può mantenere un’intensità difensiva notevole per tutto il match: vedremo nelle prossime puntate.
LE PROSPETTIVE E LE ARMI SEGRETE DI FRATES
E’ curioso che finora Frates abbia fatto poco ricorso alla zona; lo scorso anno la zona è stata un’arma importante, soprattutto nei playoffs, e forse Frates vuole migliorare in allenamento i difficili sincronismi di questo tipo di difesa prima di usarla in partita. Contro Milano era lecito aspettarsi un po’ di zona, viste le difficoltà avute dalle “scarpette rosse†contro la Virtus, ed invece la difesa individuale ha retto eccome, con Foster che ha annullato Hawkins, ed i lunghi che, dopo un inizio difficile, hanno preso il sopravvento soprattutto in attacco.
LE RISPOSTE DEI SINGOLI GIOCATORI
Sono positive poi le risposte dei singoli, alcuni dei quali già sotto esame. Foster e Slay hanno dato sul campo una risposta che è di carattere prima che di tecnica. Entrambi hanno doti tecniche fuori discussione, ma nelle alchimie del basket, la tecnica, si sa, non è sufficiente da sola a garantire prestazioni positive.Foster, dopo le difficoltà delle prime due giornate, ha dimostrato di aver capito come si difende in Europa, e la sua marcatura su Hawkins è stata da manuale. Sempre perfetto sulle gambe, reattivo ed attaccato all’avversario (non uno qualsiasi) ha commesso solo un fallo in 37 minuti di utilizzo, e questo è un segnale importante per Frates, che mette la difesa alla base del suo basket.
SLAY, FOSTER, DIAZ, DI BELLA
Se poi anche Slay si mette a difendere, come è successo per buona parte del match, in cui gli aiuti difensivi hanno funzionato sulle penetrazioni degli avversari, allora vuol dire che il lavoro comincia a pagare: e se la Eldo difende, poi si esalta in attacco, come è successo a Foster, che ha piazzato le sue bombe sempre dopo un’ottima azione difensiva.
Frates ha utilizzato molto meno la panchina, complici l’infortunio di Butler e l’imminente addio di Tutt, chiedendo uno sforzo notevole a Di Bella, Slay e Foster, tenuti in campo quasi sempre. Resta da scoprire Martin, le cui potenzialità nella serie superiore sono da verificare, ma il ragazzo ha mezzi tecnici ed atletici che fanno ben sperare in un suo efficace utilizzo.A questo punto resta l’incognita Butler, il cui esame di “ammissione†al basket italiano viene rimandato alla prossima partita. Anche per il giovane Jamar non sono in discussione i mezzi tecnici (tiro mortifero, freddezza da veterano) ma il cambio di attitudine ad un basket molto diverso da quello giocato nel college, più tattico e meno aperto, dove occorre un regista più imprevedibile ed incisivo; ma anche in questo caso siamo fiduciosi che il vero Butler sia ancora da venire.
I DUBBI DA SCIOGLIERE
Ma tra tante positive indicazioni, restano dei dubbi sulla Eldo attuale. La quasi totale assenza di gioco in transizione stride con le potenzialità di questa squadra, strutturalmente veloce ed in grado di ribaltare il campo in pochi secondi. In tre partite sono totalmente mancati i contropiede, ed un dato curioso spicca in questo senso: la Juve non ha mai schiacciato in tre partite, eppure Diaz, Slay e Foster sono giocatori che amano affondare la retina. Evidentemente non siamo mai riusciti a creare una situazione di soprannumero che permetta di finire l’azione con il gesto spettacolare per antonomasia. In questo Frates ha ancora da lavorare, perché in precampionato si era vista una Eldo capace di difendere d’anticipo e produrre contropiede e transizione con una certa efficacia, anche se va detto che in campionato tutto diventa più difficile.
UNA SETTIMANA SERENA
Ma questa sarà una settimana sicuramente più serena, e ci sarà modo e tempo di lavorare in prospettiva Treviso, sperando che i problemi di infermeria lascino finalmente tregua alla squadra.
