Vittoria thrilling contro Milano: Diaz e Slay protagonisti
CASERTA – Il basket è uno sport magnifico e bastardo, capace di toglierti il sangue che un attimo prima di aveva pompato nelle vene. E alla fine c’è sempre e soltanto una squadra che esulta e l’altra che esce a testa bassa, sensazione pesante e crudele.
Né la Eldo né la Armani avevano voglia di vivere questa brutta sensazione, dopo una settimana difficile per entrambe le squadre, messe sotto pressione da un difficile inizio di stagione, per tanti motivi ed avendo comunque obiettivi diversi.
L’ORA DEL BRUNCH
L’ora dell’aperitivo è ormai una consuetudine per Milano, una novità assoluta per Caserta, che si è allenata per tutta la settimana a mezzogiorno per farci un po’ l’abitudine. Bulleri è in campo nonostante il problema al mignolo, mentre manca ancora Vitali. In casa bianconera Butler fa riscaldamento ma resta a guardare, e Di Bella ovviamente viene promosso in quintetto.
IL PRIMO PERIODO
Il primo quarto vede gli attacchi prevalere nettamente sulle difese, per la gioia dei 5000 del PalaMaggiò e dei tanti spettatori SKY. Basket fluido, veloce e spettacolare sui due fronti, ma difese rivedibili. Milano mette subito in mostra il discusso Hall, che comincia con due bei canestri, ma soprattutto Pape Sow, che viaggia 20 centimetri sopra gli altri e ne mette 10 nel primo quarto.
Ancora una volta Caserta sembra soffrire oltre modo i lunghi avversari, ma siccome nel basket raramente una medaglia non ha il suo rovescio, ecco che i bianconeri dall’altro lato mettono in continuo allarme Sow e Hall con la loro maggiore velocità . Il risultato è un equilibrio che permane fino alla prima sirena, con un 24-24 che racconta di percentuali alte al tiro, difese balbettanti e spettacolo in campo.
LE DIFESE PRENDONO LE MISURE
Ma gli allenatori difficilmente si accontentano di produrre spettacolo, e le strigliate di Bucchi e Frates rimandano in campo due squadre diverse nel secondo periodo. Ruota molto i suoi, il coach ex Napoli, mettendo in campo Bulleri, Rocca, Mordente e Katelynas anche per i problemi di falli di Sow e Thomas. Molto più conservativo Frates, che per una volta fa poco ricorso ai rincalzi, con un solo cambio (Larranaga per Foster) nel primo quarto.
Le difese intanto si chiudono; Foster in attacco sembra poco ispirato, ma fa un gran bel lavoro in difesa su Hawkins che viene emarginato dal gioco. Il primo acuto è la bomba di Slay, presente in attacco ed immarcabile per i lunghi milanesi quando allarga il suo raggio d’azione. Ma la partita non decolla, e gli errori si moltiplicano. Un momento chiave del match è su una bella recuperata del “Dibo†che si lancia in contropiede ma viene ostacolato da Bulleri; secondo le nuove regole ci sarebbe un antisportivo piuttosto evidente, ma gli arbitri lasciano proseguire e sull’azione che continua Mordente trova un canestro da tre ben oltre la sirena dei 24 secondi, canestro del sorpasso (29-30) che viene però convalidato dai grigi, per il disappunto di panchina e pubblico casertani.
L’ALLUNGO
Da questo episodio però la Eldo trova tanta energia, e la zona di Bucchi viene ripetutamente perforata dalle bombe di Foster, Di Bella e Larranaga, che confezionano un parziale di 12-0 che vale il massimo vantaggio Juve (41-30). E’ brava Milano a non disunirsi, ed a replicare con Sangarè e Rocca per il 41-36 della sirena.
LA RIPRESA
All’intervallo, la buona notizia è che la Eldo c’è, e la brutta squadra vista contro Cantù sembra solo la copia sbiadita di questo gruppo di atleti che hanno tecnica ed attributi per competere alla pari contro squadre ben più attrezzate. La cattiva notizia è che al rientro in campo, il magic moment dei tiratori bianconeri sembra finito, mentre Milano sembra reagire ad un primo tempo quasi titubante, raccontato più dallo 0 su 8 ai liberi, che dalla supremazia a rimbalzo.
Il vantaggio Milano arriva ben presto, anche perché la Eldo non segna mai, e Thomas sembra essersi ricordato che lui è un signor tiratore; la bomba del +4 riavvicina spettri ancora aleggianti sul popolo bianconero, e la reazione è piuttosto sterile, anche perché Foster continua a spadellare dall’arco. Bucchi insiste con la zona, e stavolta ha ragione, perché nei 10 minuti del terzo periodo Caserta segna la miseria di 8 punti, contro i 14 dell’Armani che valgono il 49-50 dell’ultimo riposo. Ma se Milano sembra aver trovato le misure in difesa, in attacco paga il calo di Sow, limitato dai falli, ed il dissolversi di Hall, sparito dopo il brillante inizio.
LA CHIAVE TATTICA
La vera chiave del match è però nel duello Foster-Hawkins; contro ogni aspettativa, il rookie casertano mortifica la stella dell’Armani con una difesa sontuosa, e monetizza in difesa ciò che non riesce a dare in attacco ai suoi compagni, tenendo a zero punti l’mvp della prima giornata. Senza Hawkins Milano perde riferimenti in attacco, e non riesce più a muovere la difesa della Eldo, che torna avanti nel punteggio grazie a due bombe consecutive di Foster, che finalmente trova la via del canestro. Ma la partita via via deraglia dai binari tecnico tattici, e diventa la classica sfida di attributi tra due squadre che vogliono solo vincere, costi quel che costi.
IL FINALE THRILLING
Diaz, che per tutto il match ha fatto impazzire gli avversari portando a casa 8 falli, inventa un paio di canestri da leader che sembrano dare l’allungo decisivo ai bianconeri, fino al 65-60 del 38’. Ma il gatto Hawkins ed il redivivo Hall riemergono dalle loro ceneri e mettono i canestri che ridanno la parità a Milano a pochi secondi dal termine. La palla per gli ultimi 9 secondi è ovviamente nelle mani di Diaz, che si butta come un dannato nell’area avversaria alla ricerca di un fallo che non arriva. Arriva però la manona di Ron Slay a correggere il tiro forzato del portoricano, ed a regalare il primo urlo di gioia ad un PalaMaggiò in visibilio con il 70-68.
Per una squadra che fatica tantissimo a rimbalzo, soprattutto in attacco, vincere con un tap-in può essere l’emblema della volontà che supera limiti e difficoltà , ed è questa la notizia migliore per Frates, che si ritrova ad ora di pranzo con una squadra che muove finalmente la classifica, e che urla al basket la voglia ed il diritto di giocarsi questo campionato senza paura.
LE CONSIDERAZIONI
Al di là del prestigio dell’avversario, una vittoria importante per testare le virtù tecniche di questa squadra, peraltro ancora non totalmente espresse, ma soprattutto per saggiarne la consistenza mentale e morale di uno spogliatoio che sembra piuttosto compatto e consapevole dei propri pregi, ma anche dei difetti. Parlare dei problemi attuali della Armani Jeans ci sembra superfluo e poco significativo, perché ad inizio stagione ogni gruppo ha i suoi problemi da risolvere, i rodaggi da completare, gli spigoli da limare; non abbiamo incontrato la miglior Milano, ma in campo non c’era ancora la migliore Eldo.
Portiamo a casa i primi due punti in serie A dopo una vita, ce li teniamo stretti e ce li godiamo, perché il sudore non è mai sprecato, e perché le vittorie sofferte sono quelle più belle. Ora per Frates ci sarà una settimana per recuperare Butler, continuare l’inserimento di Martin e valutare il probabile addio di Tutt, in attesa della prossima trasferta di Treviso, altra partita impossibile di questo sport dove davvero nulla sembra poi così impossibile.
