ROMA – Nessuno avrebbe immaginato un esordio così intenso, ammesso che ci possa essere qualcosa di più intenso del fatto stesso di essere lì su un parquet di serie A dopo 14 anni. Ed insieme ai bianconeri di Frates, anche il popolo migratore dei tifosi casertani, in qualche modo aggirando divieti di ogni genere, a far capire che questa squadra anche quest’anno può contare sul suo sesto uomo.
LE NOVITA’
Repesa preferisce Jaaber al giovanissimo Jennings, e tiene in panca il gigante Brezec a favore di una squadra più dinamica, con Becirovic, De La Fuente, Gigli e Hutson. Per Frates il quintetto solito, con Michelori al fianco di Slay.L’inizio dei bianconeri è però piuttosto timido, e Roma va sul 6-0 in fretta, con gli attacchi che stentano però a decollare. Il primo canestro di Caserta è di Michelori su scarico di Butler. Proprio il penetra e scarica permette alla Eldo di superare il primo momento di difficoltà ed emozione, e la Juve rientra a -1 (12-11) nonostante Diaz sia stato già stoppato un paio di volte. Comincia bene anche Foster, che mette 5 punti e mostra la sua manina fatata, ma è la Lottomatica a riallungare sul finale del periodo mentre la Eldo perde di nuovo il filo del gioco (18-11 alla prima sirena).
L’AVVIO
Roma prova ad alzare l’intensità del ritmo e si affida al gioco vicino a canestro che dà i suoi frutti, e ben presto ci ritroviamo con Slay a 3 falli, Foster e Michelori a 2. Ma la squadra di casa non riesce ad allungare, anzi, Michelori e Larranaga riportano i bianconeri ad un solo punto (24-23) in una partita il cui punteggio resta basso, così come le percentuali dal campo.
HUTSON CONTINUA A FAR MALE
Hutson continua a far male, segnando e subendo falli, ma Jennings non incide ed il gigante Brezec non è poi così pauroso, e Frosini ben presto gli prende le misure. Da parte bianconera, però, Foster si spegne presto, e commette il suo terzo fallo prima dell’intervallo, mentre Butler, che pur aveva gestito discretamente la regia, non morde in attacco e sbaglia 4 bombe che avrebbero potuto dare slancio ai suoi. Slay infine, paga i problemi di falli, ed in attacco non riesce a sfruttare il suo potenziale tecnico, limitandosi a tiri dall’arco senza fortuna. Il solo Diaz, con 7 punti, sembra aver tutto il peso dell’attacco sulle sue spalle. Eppure la Juve chiude il tempo sotto di sole cinque lunghezze (33-28) e l’impressione è che anche con Roma se la possa giocare.
LA RIPRESA
Nella ripresa si materializza quello che in realtà era il timore diffuso; e cioè che prima o poi Roma possa scappar via, in virtù del suo enorme potenziale tecnico. Repesa punta i suoi attacchi su De La Fuente, che viene marcato da Foster con 3 falli, e lo spagnolo esegue puntuale: 6 punti di fila e massimo vantaggio Roma (39-28). Se poi Michelori commette terzo e quarto fallo in un amen, e Slay, nonostante una bomba, è fuori partita, ecco materializzarsi lo spettro della disfatta. Butler è ancora anonimo, e Frates punta deciso su Di Bella, mentre Brkic sostituisce Slay. Due cambi che ribaltano la partita.
LA SORPRESA
Il play ex Milano si inventa una ripresa da urlo, e con penetrazioni, falli subiti e bombe, riavvicina i suoi alla Lottomatica, che resta sorpresa dalla vitalità della neopromossa Caserta. Brkic mette una bomba con fallo aggiuntivo, Diaz comincia a produrre spettacolo puro, e Caserta dimostra di essere viva, e per nulla in soggezione; il quarto finisce sul 52-48, con 13 di Diaz.Nell’ultimo periodo l’attacco romano perde fluidità , anche in avvicinamento a canestro, e la difesa degli uomini di Frates comincia a far bene ciò che meglio la contraddistingue, ovvero la rapidità nelle rotazioni e negli anticipi. Gli uomini di Repesa forzano, e trovano canestri soprattutto dalla lunetta, ma intanto la Juve cresce ancora. Diaz e Di Bella sono assatanati, e non sbagliano più; ma è di Brkic la bomba del sorpasso (59-60), e l’urlo dei tifosi in tribuna fa capire che, divieti o no, questa squadra non sarà mai sola.
Un immenso Becirovic mette la bomba del contro sorpasso, ma è Diaz a rispondere ancora, sempre dall’arco (62-63). E’ la fase più bella del match, e quando Di Bella piazza l’ennesima bomba per il 62-66 a 4 dal termine, qualcuno comincia a credere che i miracoli esistono.
L’ATTESA DEL MIRACOLO
Ancora Di Bella in penetrazione dà il +6 ai ragazzi del presidente Caputo, dopo aver subito lo sfondamento per il 5° fallo di Hutson, mentre un ottimo De La Fuente ridà fiato al palasport con un canestro più fallo, ma sbaglia il tiro libero. E’ sull’azione seguente che la partita svolta: Di Bella in penetrazione subisce una manata nettissima da Becirovic, non vista dall’arbitro.
Passi, e palla a Roma, con Becirovic che si va a cercare falli su falli; lo sloveno dalla lunetta è una sentenza (14 su 14 alla fine). Ma la Eldo resiste, e con un Diaz memorabile è ancora avanti di 2 a 8†dalla fine (70-72). L’ultimo possesso romano dopo il time-out si vive in apnea. Lo schema sulla rimessa non è granchè, e la palla finisce a Jaaber che a 2†dalla fine lancia una preghiera a tabellone che il cielo accoglie ed esaudisce. Supplementari.
IL CASO STRANO
Basterebbe l’elenco delle casualità finali a tagliare gambe ed energie ai bianconeri, che hanno assaporato la vittoria e l’hanno vista sfuggire per una grave, seppur isolata, svista arbitrale, o un canestro impossibile subito allo scadere. E Jennings prova subito a finire l’avversario barcollante, con un raro lampo del suo estro, per il primo canestro dell’overtime.
Ma la classe di Larranaga riporta la Eldo avanti (bomba del 74-75). Il tap in di De La Fuente dopo un libero sbagliato, riporta Roma avanti di 2, ma Caserta ha Superman dalla sua, e sono tutti di Diaz i canestri che tengono viva la partita. Partita che si decide dalla linea della carità , visto che Roma sembra avere ormai un unico schema: palla a Becirovic che si cerca il fallo. E mentre Becirovic li segna tutti, Caserta sbaglia due liberi con Brkic e Diaz, e quando Gigli segna e subisce fallo, sembrano pronti i titoli di coda (81-78 a 1’ dal termine).
Ma il lungo romano sbaglia il libero aggiuntivo, e Diaz, sempre lui, riporta la Eldo in parità (81-81). Mancano 28†e la Lottomatica non può tener palla fino in fondo. Il fallo di Larranaga su Becirovic lontano dalla palla è un misto di ingenuità dell’irlandese, furbizia dello sloveno che cerca il contatto, ed eccessiva fiscalità degli arbitri. Ovviamente Sani fa 2 su 2, e Caserta ha 8 secondi per mandare tutte le sue preghiere in alto agli dei del basket. Diaz si porta dietro mezza difesa e scarica ad un liberissimo Di Bella, la cui bomba danza sul ferro ed esce, per la gioia del pubblico di casa, e l’amarezza dei bianconeri, che escono a testa alta, altissima, da una sfida che avrebbero potuto e dovuto vincere per come si erano messe le cose.
DOPO LA SCONFITTA
Dopo una sconfitta così, non c’è nulla che ti possa far mandare giù il boccone amaro, ma la Eldo ha dimostrato da subito di poter stare in campo, e bene, contro avversarie sulla carta più attrezzate, e questo può e deve dare ancor più consapevolezza dei propri mezzi ai ragazzi di Frates.Applausi, tanti applausi, ma intanto c’è la prima sconfitta dell’anno. Sconfitta ampiamente prevista e preventivabile, da somatizzare, da farne tesoro per il futuro, perché questa squadra ha i mezzi per togliersi le sue soddisfazioni, in un campionato che non darà tregua fino in fondo.
LA SPERANZA
E adesso speriamo che gli indecisi dell’ultima ora siano pronti a dare l’ultima spinta per far crescere il numero di abbonati; perché questi ragazzi, questa società , meritano tutto il supporto possibile, a cominciare da domenica prossima contro Cantù, che intanto è stata asfaltata dalla corazzata Siena.
