Eldo, forse domani sera la verità sul prossimo campionato. Possibili sorprese sulla formula

CASERTA – Regna ancora tanta incertezza sul prossimo campionato di A, a cominciare dalla data d’inizio, slittata al 12 Ottobre, ma passibile di ulteriori rinvii. Ma le novità più clamorose potrebbero arrivare dalla formula del campionato per le prossime stagioni, con la richiesta dei piccoli club di blindare questo campionato, con la possibile richiesta di cancellare le retrocessioni per questa stagione. Si tornerebbe in questo modo alle 18 squadre per il prossimo anno, per poi ritornare a 16 o addirittura a 14 squadre nel giro di un paio d’anni.

Le motivazioni? La presunta impossibilità ad adeguarsi tecnicamente ad un campionato a 16 squadre, più livellato e rischioso per chi lotta per la salvezza; ma soprattutto, traghettare il futuro campionato alle regole che verranno introdotte sul ranking e sulle wild card, che tenderanno a tutelare società più strutturate e realtà più prestigiose, in vista di un campionato semi blindato e meno esposto ai continui alti e bassi societari di piazze che spesso si ritrovano impreparate a gestire repentine ascese al basket che conta.

Negli ultimi venti anni, troppo spesso abbiamo assistito a exploit tecnici che hanno portato piccole società a dover fare il passo più lungo della gamba, magari per disputare una Uleb, o per essersi ritrovate in serie A senza una adeguata programmazione societaria. E’ il male dello sport italiano degli ultimi anni, in cui il risultato è tutto, e la programmazione societaria, la gradualità della crescita, spesso si scontrano con gli umori di piazze impazienti, e di economie locali non sempre floride e lungimiranti.

Sotto questo aspetto, bene vengano queste rivoluzionarie novità, che dovrebbero tra l’altro tutelare piazze storiche come Caserta, che vantano un palmares di tutto rispetto, e capaci di riempire i palazzetti (altro punto negativo del basket nostrano), a patto che Caputo e soci continuino nell’opera di innovazione imprenditoriale avviata con ottimi presupposti in queste ultime stagioni.

E ben venga, per quanto potrà influire, la nomina di Dino Meneghin a commissario della FIP, dopo le dimissioni di Maifredi ed in attesa delle prossime elezioni. Certo, un incarico ponte, ma che è innanzitutto un premio alla grandezza del personaggio Meneghin, e soprattutto, mette su una poltrona importantissima un vero uomo di basket, che ha conosciuto da dentro tutta la storia del nostro sport, e può, meglio di molti altri, individuare i mali ed indicare le ricette per la rinascita di uno sport troppo importante per navigare in acque così torbide.

Probabilmente mercoledì si saprà già qualcosa di più preciso sull’immediato futuro del campionato, e si tornerà finalmente a parlare di basket giocato, a studiare le prossime avversarie, e soprattutto a capire quante saranno, e come sarà la formula.

Intanto a Pezza delle Noci, la quota abbonati ha superato i 2500, e questa è una buona notizia, anche se siamo ancora lontani dai 3400 dello scorso anno, o dai 4000 che corrispondono al sogno del presidente Caputo.

Anche il trofeo Irtet, che ha visto un calo di presenze, sembra dare qualche malumore a società e ai tifosi storici; presto per parlare di un imborghesimento della piazza, e di una improvvisa quanto improbabile disaffezione ai colori bianconeri. Certi problemi di abbonati investono anche altre società importanti (vedi Pesaro) ed i motivi sono tanti, non ultimo una crisi economica che ovviamente si riflette in maniera maggiore su beni non di prima necessità. E’ chiaro che c’è ancora tempo per aumentare il numero di abbonati, e molte persone stanno ancora facendo i conti sulle possibilità od opportunità di abbonarsi alla propria squadra del cuore, ma su una cosa siamo certi; al momento opportuno, il Palamaggiò sarà stracolmo e bollente, come è sempre stato da quando il basket esiste a Caserta.