CASERTA – Non sono passati inosservati i sonori fischi che il pubblico casertano ha tributato al Presidente della Provincia, Alessandro De Franciscis, e al sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti. Accompagnati dai rispettivi assessorri allo sport i rappresentanti delle istituzioni locali sono stati contestati in maniera palese. A loro si imputa un disinteresse atavico nei confronti della Casertana.
I supporter dei falchetti ben hanno accolto l’impegno verso la Juve, ma, si chiedono, perchè la stessa cosa non viene fatta verso la Casertana, invece tristemente e desolatamente avviata verso l’oblio e con lei anche lo stadio Pinto, monumento al tempo che fu, impavido soldato a difesa della storia della Casertana, oramai, però, segnato dal tempo ed incuria, incamminato lungo il viale del tramonto.
Certo, nei giorni scorsi l’assessore allo sport di Caserta, Piscitelli, ha avuto una riunione con Sparaco per verificare l’esistenza di una potenziale cordata disposta a rilevare il club, ma agli occhi della cittadinanza è oggettivamente troppo poco.
Noi abbiamo avvicinato Salvatore Farina, colui che insieme a Sparaco e Catello Tronco sta facendo di tutto per far si che i falchetti vengano ripescati in serie D. Una riammissione dalla porta di servizio senza ombra di dubbio, ma almeno si rimane ad un tavolo certamente più ricco di pietanze rispetto al pranzo che si adrebbe a consumare in Eccellenza. Starà poi alla società assicurrarsi giorno dopo giorno i posti migliori intorno a questo tavolo.
“Senza dubbio e lo ripeto per l’ ennesima volta – spiega Farina – Ogni progetto futuro passa attraverso il ripescaggio. La fidejussione è pronta. Trentacinquemila euro più tutta la documentazione necessaria ad ambire al ripescaggio verrà regolarmente presentata entro i tempi previsti dal regolamento. Il nostro lo abbiamo fatto. Aspettiamo, adesso, gli esiti”.
In merito ai fischi a De Franciscis e Petteruti, Farina dice: “Mi dispiace, in particolar modo per Piscitelli, persona seria e corretta con il qule ebbi a che fare ai tempi in cui la Casertana era gestita da Pascarella. Ma la pacifica contestazione dei tifosi nasce proprio dalla totale assenza dell’Amministrazione Comunale nei fatti rigardanti la Casertana”.
Parole dure, quindi, quelle di Salvatore Farina, ma che non fanno altro che riprendere un tema già più volte esposto dagli stessi amanti del club rossoblu. Certo, si parla di sport, nulla questio, ma la squadra è parte integrante della società cittadina, ne è stata fedele testimone nel suo percorso di crescita, ne ha portato fiera i colori in giro per l’Italia, attaraverso lei tante persone hanno conosicuto Caserta, se ne sono innamorati e ci hanno anche vissuto.
Perchè allora voltarle le spalle? Perchè non difenderla e tutelarla nella sua dignità di stimabile centenaria? Perchè non garantirle un presente degno ed un futuro di prestigio?
