CASERTA – Adesso lo possiamo finalmente gridare, la Juve Caserta è tornata dopo 15 anni in serie A. Una promozione strameritata, tanto desiderata quanto sofferta per tutto l’anno; ma alla fine conta solo che alla sirena, sul parquet di Jesi c’erano solo sciarpe bianconere a festeggiare, ed immediatamente dopo, a 500km di distanza, partivano i festeggiamenti di una città intera, al monumento dei caduti che da tricolore è diventato bianconero per una notte.
Parlare della partita, adesso, non interessa a nessuno. Godiamoci questa festa attesa per troppo tempo, e passata attraverso lo stillicidio di playoffs dominati, ma infiniti e sofferti fino all’ultimo secondo, fino a quel tiro di Hoover finito sul ferro, ed al delirio finale dei fantastici tifosi presenti al PalaTriccoli. Onore al merito per la Fileni, ma oggi per loro è davvero “game Hooverâ€.
Per noi invece oggi comincia un’altra era. Bellissime le parole di Frates, che nel dopopartita diceva che da oggi i casertani possono smettere di vivere di ricordi legati ad Oscar, Gentile, Esposito o Dell’Agnello, e parlare di questi ragazzi pieni di cuore e tecnica, che ci hanno riportato dove la Juve Caserta merita di stare.
E’ notte, siamo in serie A, e non riusciamo ancora a crederci.
