JESI (Pesaro) – La Juve fallisce il primo match point, in una partita strana e difficile da analizzare. Ci sono 800 casertani, che bastano per competere in decibel con i 3000 tifosi di casa, in un’atmosfera ancora una volta eccezionale.
L’AVVIO
L’avvio è equilibrato, con Childress che in penetrazione sigla il primo canestro, ma Jesi ribatte subito, e prova il primo allungo grazie a Moss (6 di fila) per il 12-7 che costringe Frates al primo time out. Maggioli sembra molto più incisivo e convinto, ed è lui l’artefice del +8 dopo sei minuti di gioco. E’ in difesa che la Juve dimostra di soffrire, concedendo buoni angoli di passaggio per i lunghi, e Maggioli ringrazia. Il ritmo sale, favorendo i padroni di casa, ma Caserta trova due bombe (Ghiacci e Brkic) a cui subito replicano i blu-arancio. Capobianco azzarda subito la zona, e Frates gioca la carta Larranaga, ma è Maestranzi (superbo primo quarto per lui) a piazzare la zampata del massimo vantaggio (27-16). La zona jesina confonde la Pepsi, e gli undici punti di vantaggio a fine periodo ne sanciscono la superiorità . Ma è all’inizio del secondo quarto che il match subisce la svolta forse decisiva.
MAESTRANZI
Ancora Maestranzi piazza la bomba del 32-18, la Juve arranca, poi c’è il dubbio episodio dell’espulsione di Larranaga, reo di aver battibeccato coi tifosi del parterre; l’espulsione è decretata dall’arbitro più lontano, e di spalle, e sembra francamente sproporzionata, ma sta di fatto che la lunga serie di liberi e palla a lato portano Jesi sul 40-18, e la partita sembra già in archivio.
TUTT
Peccato, perché la Pepsi dimostra il suo carattere proprio in questo frangente, piazzando un 11-0 in un minuto, grazie a Tutt, Diaz e Ghiacci, per il 40-29 che riaccende il cuore dei tifosi e riapre ufficialmente la partita. Si procede a strappi, con break continui di una partita difficile da valutare, con Jesi che riscappa (46-29), Caserta che risponde (46-37) soprattutto grazie al tiro da tre. Ma in difesa stavolta soffriamo a dismisura, con Frosini in giornata no, senza Larranaga e con Ghiacci già a tre falli. Si va al riposo sul 56-46 dopo l’ennesimo botta e risposta dall’arco.
LA PEPSI C’E’
Per come si era messa la partita, sembra il segnale che la Pepsi ci sia, con testa e gambe, anche se la situazione falli è pesante. Nell’intervallo viene premiato Maggioli tra l’ovazione del pubblico, e l’mvp decide di ringraziare a modo suo, devastando l’area appena rientrati in campo, e prendendosi una rivincita contro un Frosini mai in partita. Prova a scappare definitivamente la Fileni, e sul 62-48 arriva il momento di Randy Childress, che attacca la difesa e con tre penetrazioni spettacolari scava un parziale che riporta la Juve a-7, che diventa -5 con la successiva sontuosa schiacciata di un Diaz ancora una volta immarcabile per gli avversari.
SALTA LA DIFESA DELLA PEPSI
Peccato che la Juve in difesa proprio non c’è; poca pressione sulla palla, e circolazione perfetta per Jesi, che tira anche con percentuali altissime (rapporto causa-effetto?), e si riporta in un attimo sul 68-59. Il time out di Frates dà nuova energia ai nostri, che cominciano a sporcare finalmente qualche pallone, con Diaz e Ghiacci, e si riportano al minimo distacco con due liberi di Brkic (70-66). La situazione falli impone a Frates una zona 2-3 che viene bucata dal solito Maggioli, che riporta i suoi a margini più rassicuranti (76-67) fino al pasticcio finale di Frosini, che su rimessa difensiva a pochi secondi dalla fine regala palla a Maestranzi che segna e ringrazia allo scadere (78-67). Un distacco meno importante avrebbe forse autorizzato i bianconeri a provare l’ultimo assalto al fortino, ma il quarto periodo vede Jesi in controllo su ritmi e gioco; la foga casertana si traduce in una sequenza di falli che porta ben presto al bonus. Cacio sui maccheroni per una formazione precisissima dalla luneta come la Fileni, che capitalizza ogni fallo con grande freddezza (26 su 28 dalla lunetta alla fine) e per la Juve non c’è più nulla da fare, anche perché la zona di Capobianco sembra inespugnabile quando ti manca un tiratore come Larranaga. Maggioli prosegue il suo show fino in fondo (30 punti e 11 rimbalzi, chapeau!), ed i soli Diaz e Childress provano a tenere fino in fondo a galla la Juve, ma vale solo per lo score finale.
SUGLI SPALTI
Intanto sugli spalti si sentono ancora e solo i cori dei tifosi bianconeri, che restano attorno alla squadra, perché domenica si replica, e nessuno ha voglia di tornare al Palamaggiò. Il 102-94 finale premia giustamente la Fileni; per Caserta 48 ore per riflettere sulle cause di una sconfitta nata in difesa, perché in attacco gli uomini di Frates hanno fatto il loro dovere.
IL COACH FRATES
Il coach milanese nel dopopartita dirà che la troppa fretta di chiudere la serie ha portato i suoi giocatori a giocare in maniera frenetica e poco lucida, e questo alla fine ha fatto il gioco di Jesi. Personalmente non concordo sulle analisi di chi ha visto una partita bellissima. Certo, si è visto tanto spettacolo, ma una partita dove non si vedono aiuti difensivi, raddoppi e furore agonistico, è una partita strana, più che bella. E allora, torniamo a giocare un bel basket da playoffs, e portiamoci a casa quella vittoria che manca!
