CASERTA – E adesso silenzio, respiro, riposo. Tre giorni per riprendere fiato ed energia, e poi sarà di nuovo il rumore del pallone sul parquet a cancellare in 40 minuti i fiumi di parole scritti e parlati. Si va a Jesi, quindi, come urlava tutto il Palamaggiò a fine gara dopo il 2-0 appena conquistato. Non ci sarà spazio per tutti, anzi.
Se vengono confermate le premesse, i cento posti a disposizione per i tifosi bianconeri soddisferanno solo una piccolissima parte delle richieste per quello che potrebbe potenzialmente essere un esodo verso la riviera marchigiana. Ed ecco che si parla addirittura di emigrare al PalaS di Pesaro, che con i suoi 12000 posti a sedere potrebbe soddisfare in pieno ogni esigenza. Ma ciò significherebbe per la Juve giocare quasi in casa, e non crediamo che Jesi voglia rinunciare al peso del fattore campo per garantirsi un incasso maggiore.Nella testa ci sono ancora le immagini di gara due, in cui i bianconeri hanno confermato quanto di buono visto in questi playoffs dominati.Una squadra, quella del presidente Caputo, che ha dimostrato di saper vincere sia mettendo sul campo un tasso di classe superiore, come è successo in gara tre a Rimini, o in gara uno contro Jesi; ma fa ancor più piacere notare come i bianconeri abbiano saputo vincere sporcandosi le mani, quando la tecnica non basta più, o quando i tiri facili non entrano, e devi sgobbare in difesa per avere la meglio.
Sintomo che questa squadra di grandissima classe e tecnica, si è costruita un cuore, un’anima collettiva, attorno a coach Frates, indubbio artefice di questa lunga, sofferta ma esaltante trasformazione.Otto vittorie, percorso netto. Ma manca la nona, la più importante, quella che ci permetterà di dar nome ad un sogno; sogno a cui nessuno è più disposto a rinunciare, da Childress al custode del Palamaggiò. Ci sono tutte le premesse per chiudere i conti contro Jesi, che vorrà sicuramente vincere a casa sua, ma che forse ha puntato tutte le sue fiches su un eventuale blitz al Palamaggiò che non è arrivato, ed oggi inesorabilmente crede molto meno al miracolo di una promozione partendo dal nono posto. Vedremo. Guai sentirsi già vincitori, ma bisogna provare da subito a dare il colpo di grazia all’avversario che vacilla, semplicemente con la stessa ricetta che ci ha permesso di vincere contro chiunque e in qualsiasi modo in questi playoffs. La determinazione di Ghiacci e soci fa ben sperare, perché dove non arrivi con gli schemi e con la tattica, ci pensa il cuore a darti una mano.
E gara due si era messa davvero male, con gli avversari che correvano ed i nostri che balbettavano, sospinti solo dagli sprazzi di un Childress immenso. Ma pur tirando maluccio, la Pepsi ha recuperato punto su punto, chiudendo la saracinesca in difesa, e lasciando dal 15° in poi solo le briciole a giocatori come Maggioli e Moss, che sembravano dominanti fino a quel momento. In realtà la Juve può permettersi di cambiare fisionomia ed assetto di gioco molto più, e molto più frequentemente, di tutte le altre squadre che ha finora incontrato, ed il risultato è che alla fine sono gli altri a dover rincorrere contromosse ed invenzioni tattiche.
Il secondo fallo di Frosini ha permesso a Jesi di costruire una partita in discesa, poggiando il gioco su Maggioli e sfruttando la grande giornata di un Lupo Rossini da applausi; ma la rimonta casertana è partita con Frosini ancora in panca, e con Brkic a sputar sangue nonostante avesse litigato col canestro, così come Gatto o lo stesso Ghiacci. Per ricordare che si vince cominciando dal basso, da ogni palla strappata all’avversario, e puoi essere decisivo anche se non segni.E le fotografie dell’incontro sono il tap-in liberatorio di Brkic per il primo sorpasso, con quella palla che non ne voleva sapere di entrare, ma le mani protese in alto erano tutte dei nostri; o un attimo prima, la palla strappata da Ghiacci a Farrington per quel canestro più fallo, un’azione che vale molto più dei tre punti a referto.Si fa fatica a resettare tante emozioni ancora così fresche, ma lo sforzo va fatto, perché venerdì ancora una volta si parte da zero a zero, e solo con la stessa voglia di vincere che abbiamo visto finora, potremo spazzar via Jesi ed andarcene tutti in vacanza.
