CASERTA – La settimana conclusa non è stata esattamente delle più felici in casa rossoblu. L’immedita retrocessione in Eccellenza non poteva non causare danni. La dirigenza si è riunita, si sono contati i danni subito, fatto l’elenco degli errori commessi. Se si semina male è inevitabile che il raccolto non sarà dei migliori. Purtroppo la Casertana non è stata un abile contadina in questa annata ed i risultaai si sono visti in maniera chiara ed inequivocabile.
” Senza ombra di dubbio – afferma Salvatore Farina. Il dirigente rososblu ha analizzato in maniera molto serena e lucida la debacle dei falchetti – Non siamo stati bravi. Tutti, da noi dirigenti sino ai giocatori. Una squadra di calcio deve essere una macchina perfetta dove ogni ingranaggio deve andare per il verso giusto. Se così non è, salvo improbabili eccezioni, non si va da nessuna parte. Ed, infatti, noi siamo retrocessi. Ora biosgna far tesoro degli errori commessi per programmare il rilancio”.
Per adesso, però, è tutto in stand bay. Innanzi tutto biosgna vedere le intenzioni di Carlo Sparaco. La retrocessione ha molto colpito il presidente, espostosi spesso e volentieri in prima persona. Non si conoscono ancora le sue intenzioni circa l’immediato futuro. Nulla è ancora definito. Poi c’è la figura di Narducci. Dimessosi da direttore generale, Narducci, salvo clamorose novità , rimarrà però, all’interno dello staff dirigenziale. Questa, invece, è una bella notizia. Persona competente ed amante dello sport, attraverso le sue attività , inoltre, non fa mancare il sostegno economico al club. Lo ricordiamo in sede di conferenza stampa degli ultimi internazionali di tennis ” Città di Caserta”, quando affermò che “chi nella vita ha avuto fortuna divevendo ricco è giusto che metta a diposizione dello sport una parte dei suoi guadagni. Perchè lo sport è un importante veicolo sociale, una scuola di vita, aiutare i club nelle loro attività significa far crescere la nostra stessa società “. Ben detto.
Che futuro adesso attende la Casertana. C’è in piedi una trattativa per l’acquisto del titolo del Gragnano. Il prezzo da pagare, però, è molto alto ed il suo acquisto avrebbe come logica conseguneza si un campionato di serie D, ma da disputarsi in tono minore. Sempre meglio, però, che non giocare in Eccellenza. Altra pista che si sta battendo è quella relativa ad un ripescaggio. Qui, però, bisognerà vedere le società in regola con le inscrizioni e qundi ci vorrà ancora un pò di tempo. Insomma tutto per non scendere di categoria.
” Sicuramente – chiosa Farina – se esiste solo una posisbilità per rimanere in D, abbiamo il dovere di perseguirla. Non sarà compito agevole, ma bisogna provarci”.
