CASERTA – Sembra un destino, o una sottile vena di masochismo, eppure questa Juve non riesce a non soffrire, a disfare in un attimo quanto ha costruito, e un attimo dopo a ricostruire ciò che aveva distrutto. Vittime di tutto ciò, le coronarie dei tifosi, i 5000 accorsi al Palamaggiò, e chissà quanti altri a soffrire davanti alla tele. Lo spettatore neutrale si sarà divertito, di fronte all’ennesima prova di quanto bello, crudele e mai scontato sia il nostro sport, con una partita decisa alla fine con uno stretto 82-78 per la Pepsi.
LE CORONARIE A RISCHIO DELL’INIZIO PARTITA
Ci si aspetta la Pepsi cinica e precisissima dell’ultima uscita a Rimini, invece i ragazzi di Frates partono con un desolante 0 su 8 al tiro, più due stoppate subite ed una fatica immensa a capire qualcosa sulla difesa ordinata da Cioppi, imperniata sulla pressione a Childress, con cambi sistematici veloci ed efficaci. Sta di fatto che dopo oltre 4 minuti, i lombardi sono già sullo 0-10, e per fortuna anche loro in attacco non sono impeccabili, altrimenti il break sarebbe ancora più ampio. Reynolds è ispiratissimo, ed i primi punti di Caserta sono due liberi di Ghiacci, ma intanto Soresina è volata sul 2-16. Diaz ci capisce ben poco, e nonostante un’imperiosa schiacciata in transizione (unico suo canestro nel match), finisce presto in panchina e non si alzerà più.
IL CAMBIO IN CORSA
La Pepsi capisce che non può continuare a giocare di fioretto, e comincia, sudando e difendendo, a rosicchiare punti raccattati nella spazzatura, tra rimbalzi offensivi, doppi possessi e tanta grinta. Non è una Juve bella da vedere, ma ci mette il cuore, ed in difesa comincia a mordere.Il primo intervallo si chiude sul 12-20, ma poteva andare anche peggio. La sensazione è che ancora una volta i bianconeri abbiano superato lo choc, e stiano pian piano trovando il bandolo della matassa per attaccare la difesa di Cioppi. E allora Childress decide che per oggi è meglio non tirare, ma piuttosto mettersi a passare la palla ai compagni, che giovano dell’eccessiva pressione e dei raddoppi chiamati da Cioppi sul prof. Le cose migliorano in attacco, ma è in difesa che la Pepsi ha alzato il livello di intensità , e Soresina smette di segnare.
L’INGRESSO DI BRKIC
Il match cambia volto con l’ingresso di Brkic, ispirato in attacco ed efficace in difesa. Con lui in campo al posto di un Frosini generosissimo ma impreciso, la Pepsi comincia a giocare in transizione, togliendo così pressione a Childress e migliorando notevolmente la qualità dei tiri in attacco. Il sorpasso arriva ben presto con una bomba di Ghiacci, e poi la Juve prova a scappare fino al 29-22, che segna un parziale mortifero di 21-2 a cavallo dei due periodi. Soresina prova a reagire, Morri contende a Childress la corona del passatore più spettacolare, ma i continui pick and roll, o i passaggi “lob†a cercare Lollis e Cusin, risultano sempre meno efficaci, ed il solo Reynolds, con 16 punti all’intervallo, non basta. Si va al riposo sul 38-31, tra gli applausi del pubblico.
LA PANCHINA
La chiave della rimonta casertana è nella panchina, capace di cambiare inerzia e tattica al match. Brkic 13 e Tutt 10, fanno tutta la differenza in questo senso. Per Frates paga la scelta di aver progressivamente abbassato il quintetto, per rendere meno statico l’attacco contro i cambi sistematici della difesa ospite. Ma nonostante ciò, la sorpresa piacevole è il dominio a rimbalzo (42 a 24 alla fine), segno di grande condizione atletica.
LA RIPRESA
La ripresa comincia con lo stesso canovaccio, con la Juve aggressiva che prova ad allungare per chiudere il conto. Si riprende con quintetti più canonici, ed i bianconeri raggiungono il +12 sul 45-33. Il ferro sputa a Childress la bomba del possibile +15, ed invece Soresina resta aggrappata alla partita, nonostante continui a fare una fatica immane a trovare il canestro. E’ una fase del match dominata dalle difese, il punteggio si abbassa drasticamente; Reynolds viene tenuto ai margini del gioco da una grande difesa di Ghiacci, e Morri fa cilecca da tre, mentre Lollis è costretto da Brkic o Frosini a cercare palla lontano dal canestro, con risultati nulli. Nel finale del tempo si rivede il Larranaga incubo dei lombardi, con due bombe siderali, e la Juve sembra aver chiuso i conti quando la sirena del terzo quarto segna 59-43.
IL BATTICUORE FINALE
Sembra una Juve ormai in pieno controllo, ma basta il primo minuto dell’ultimo periodo a far capire che Soresina non ha minimamente intenzione di mollare. 6-0 di parziale in un amen, con una bomba in transizione di Ryan, fino ad allora impalpabile. Frates stizzito chiama un time out per ricordare ai suoi che le partita finiscono al 40° minuto. Sembra funzionare; la Pepsi riallunga con l’ennesima bomba di un Brkic immenso e riprende 14 punti di margine (67-53). Iniziano qui i due minuti di black-out totale dei nostri; ma la sfortuna vuole che questi due minuti coincidano con i due minuti di trance agonistica di Ryan, che trascina i suoi ad una rimonta pazzesca, fatta di bombe a ripetizione, mentre Frates in panchina è furibondo, e non vuole sprecare l’ultima sospensione. La zona ordinata dal coach milanese viene bucata con facilità irrisoria, e sull’unica bomba sbagliata dalla Vanoli, c’è il tap-in di Gigena per il pareggio (67-67). Gelo, rabbia, sconcerto in tribuna come in campo. Frates mangerebbe i suoi giocatori a morsi, ma ancora una volta il time out genera il miracolo della reazione, e le bombe di Gatto e Ghiacci danno un nuovo vantaggio alla Pepsi, che perfeziona l’ennesimo strappo della partita arrivando al 77-67 con un 10-0 che sembra dare il via ai titoli di coda.
L’EPILOGO
Nemmeno per sogno! La Vanoli reagisce ancora, e ricomincia a martellare da tre, con Valenti, Ryan e Gigena, mentre i bianconeri balbettano dalla lunetta (14 su 22 alla fine), e a pochi secondi dalla fine è 80-78. Per fortuna, sul fallo tattico di Reynolds, Childress mette a segno i due liberi della liberazione, ma quanta fatica contro la squadra di Cioppi, autrice di una prestazione schizofrenica ma positiva. Basti pensare che Soresina ha segnato 43 punti nei primi tre quarti, e 35 nell’ultimo periodo.
LA MIGLIOR PEPSI E I SUOI ALFIERI
Che dire della Pepsi? Fa piacere notare come ancora una volta, la migliore Pepsi sia venuta fuori nei momenti più difficili, ovvero dopo il 2-16 iniziale (con un contro parziale di 21-2) e dopo l’agghiacciante 0-14 di Soresina che ha portato sul 67 pari (con il 10-0 Juve dopo il time out). Sintomi di una squadra che ci crede, e che ha una voglia matta di vittoria, salvo poi illudersi di aver vinto le partite quando ancora non è scritto da nessuna parte. A tratti infatti si è vista la Juve rilassata, che resuscita avversari sul punto di morte, e che fa impazzire Frates in panchina.
Da rivedere Childress, che ha però avuto l’intelligenza di adattare il suo gioco all’asfissiante marcatura degli ospiti; ritrovato Tutt, autore di canestri importantissimi; conferma in positivo per Larranaga e Ghiacci, e ottime sensazioni anche da Gatto, autore della bomba che ha fatto uscire i suoi dall’incubo dopo il pareggio Vanoli. In chiaroscuro Frosini, presenza dominante in difesa, ma pasticcione in attacco, nonostante la grande generosità . Passo indietro notevole per Diaz, che ha dimostrato di non saper leggere la difesa avversaria, ed ha pagato sedensosi in panchina, mentre l’Mvp dell’incontro è certamente David Brkic, assolutamente perfetto sui due lati del campo.
A MARTEDI’
Soresina esce a testa alta, con la convinzione di potersela giocare, ma intanto il primo punto è bianconero, e martedì si torna a soffrire.
TABELLINI
Pepsi Caserta: Childress 10 (3-4, 0-2), Gatto 7 (0-2, 2-2), Santoro ne, Larranaga 9 (1-1, 2-2), Labella, Frosini 9 (4-10), Brkic 16 (3-4, 3-3), Ghiacci 10 (1-6, 2-4), Tutt 19 (6-8, 1-3), Diaz 2 (1-4). All. Frates
Vanoli Soresina: Lollis 7 (1-4, 0-4), Albano, Morri 3 (1-5 t3), Reynolds 26 (4-7, 5-9), Gigena 15 (4-4, 2-5), Portaluppi, Cazzaniga, Cusin 6 (3-6), Ryan 16( 1-2, 4-6), Valenti 5 (1-3, 1-2). All. Cioppi
Parziali: 12-20, 38-31, 59-43, 82-78
Arbitri: Weidmann, Di Modica e Vicino
