
CASERTA – Una esibizione che ha ricevuto applausi convinti ed unanimi giudizi positivi da parte degli addetti ai lavori. Una piece teatrale che ha voluto riscrivere i grandi miti dell’amore letterario.
LA FORESTA
Parliamo della “La Foresta: tascabili sull’amore al femminile”, spettacolo messo in scena da La Compagnia Teatrale della Margherita e che ha visto la sua replica lo scorso 10 luglio nel “Quartiere militare borbonico” all’interno della rassegna “Casagiove in scena”.
Con la regia di Alessandro Tebano, la coreografia di Natasha D’Andrea, il Soprano Cira Di Gennaro e la supervisione di Maria Luisa Ventriglia, si è assistito ad un inno all’amore ed all’universo femminile, in tutte le sue sfaccettature e peculiarità.
AMORE
Amore dunque come possesso, amore universale, amore che non chiede, amore che dona, che prende e che non si spaura.
In scena Pina Bernardo, Ada Bobbio, Serena della Peruta, Fabiana Giaquinto, Valeria Giordano, Rosy Paolella, Pina Cavasso, Sabrina Zazzara, Giulia Corrado e Cira Di Gennaro. Il regista Alex Tebano racconta per noi il fortunato spettacolo.
Come nasce l’idea di parlare d’amore?
Esso è le seconda grande produzione della Compagnia Teatrale della Margherita, compagnia che nasce all’interno dell’Associazione Culturale e di Promozione Sociale “La Margherita Education Art”. Nel Luglio 2017 la compagnia è stata ricostituita per debuttare con la prima produzione di teatro per adulti: “Fuoco Fatuo” Pulcinella e la Terra Sacra…dedicato alla terra dei fuochi con cui abbiamo aperto il filone di teatro sociale che è la nostra mission, e che stilisticamente esprimiamo al pubblico proponendo spettacoli di teatro contemporaneo che contengono recitazione, musica e danza e le altre arti visive.
Quando avete cominciato?
Dallo scorso anni in poi, abbiamo dato vita ad un percorso sui 5 elementi (ultimo elemento è l’anima) da rappresentare come percorso artistico e associativo, partendo dal Fuoco e dopo un anno abbiamo toccato terra con La Foresta, luogo dell’archetipo femminile in cui ho immaginato di collocare in un cerchio sotto un grande noce, le donne di ogni tempo che raccontano il sentimento più rappresentativo dell’emisfero sinistro: l’Amore.
Da qui si è aperta la ricerca e la selezione di diversi testi, fino alla realizzazione anche di brani inediti, per raccontare vari vissuti con una serie di monologhi, quindi tascabili, per calamitare il pubblico in un turbinio di emozioni e riflessioni con toni leggeri, romantici o drammatici, ma che toccano verità attuali di un vissuto affettivo
Oggi, finalmente, si sono accesi i riflettori sulla immane tragedia che è il femminicidio, anche tu porti in scena una piece interamente al femminile. Un segnale forte
Si decisamente. Io direi anche molto coraggioso e tortuoso. Portare 10 donne in scena è stato un lavoro molto articolato e intenso, in cui mi sono addentrato con le attrici nell’universo femminile, imparando nuove prospettive che io stesso non avevo ancora compreso. Ci tengo a far girare questo lavoro anche in versione ridotta, perché il valore dei messaggi che lancia, oltre al femminicidio, è reale ed è profondo…
E’ anche un esperimento teatrale puro e semplice. Ci sono anche altre scelte d’amore che racconta?
Infatti in questo spettacolo mi sono sperimentato totalmente come regista, senza alcun intervento da attore, lasciando unico spazio alle dieci donne in scena, che hanno dato luce ai tanti fattori emotivi che nasconde da un sentimento come l’Amore, tra cui l’ossesione di Clitennestra per il suo Agamennone; Maria Maddalena e l’amore spirituale; la Lincatropa che simboleggiava l’amore selvaggio del cuore libero; la Beatrice di Dante che racconta dal suo ipotetico punto di vista la sua relazione con il sommo poeta; una donna transessuale che con ironia racconta il suo percorso per amare un uomo a suo modo; l’amore di Donna Anna del Don Giovanni di Mozart cantato dalla soprano Cira Di Gennaro, fino all’amore tradito e mai palesato per rispetto dei propri figli, di Maria Luigia, la storia vera di una donna casertana dei primi del ‘900.
Questi sono solo alcune della carrellata di personaggi al femminile portati in scena, per dire che il femminicidio è solo un aspetto, e che ci sono anche altre scelte d’amore da raccontare.
Come è l’amore visto dalle donne?
Più completo rispetto all’altro sesso, più consapevole in quanto la forza emotiva di una donna è di una tempra viscerale e questo si sa, ma lo spettacolo mostra proprio il senso di ampiezza della manifestazione del sentimento più importante dell’Universo.
Oggi si sta iniziando a dare accento ad un amore più autentico e interdipendente, dove si può amare incondizionatamente. Un percorso che diventa una scelta radicale di vita, ma che apre il cuore ad una serenità esistenziale maggiore. Certo esistono ancora amori malati, oltre a quello violento c’è anche altro…come le donne che vogliono sentirsi a tutti i costi principesse, dove tutto gli è dovuto in un rapporto di coppia…. ma proprio le donne oggi stanno iniziando a risvegliarsi con una consapevolezza essenziale per un amare alla pari e a tutti i livelli, infatti noto un passaparola di questo amore sano fino a coinvolgere anche i rispettivi compagni.
E visto dalla parte degli uomini?
Di loro ne parlerò nello spettacolo dedicato all’elemento aria, perché legato all’archetipo del maschile, dove il simbolismo è il tempo/meteo…ma ci sarà spazio per parlare d’amore al maschile che può aprire anche lati che riguardano il rovescio della medaglia come le madri possessive o le mogli despota.
Certo, in generale il mondo maschile va più educato all’empatia dei sentimenti.
In una societa’ dominata dal sesso facile, dal tutto e subito, ha ancora senso parlare di amore e innammoramento?
Si, è necessario, anzi forse proprio perché si vive il sesso slegato ai sentimenti, il che ha un suo lato positivo; c’è uno scompenso, si è perso un pò il prendersi cura delle emozioni, perché c’è chi continua a cercare affetto nella confusione e chi invece è troppo radicato in ideali spesso indottrinati… In ogni caso si rischia di incastrarsi in dipendenze affettive o sessuali, perché amare è un esercizio impegnativo in cui bisogna imparare a gestire mente e corpo per far esprimere l’anima.
Amore non e’ solo sentimento verso una persona, ma anche pathos verso un ideale (accoglienza, volontariato, rispetto per la natura). Come ti rapporti a questa ampiezza di contraddittori?
Questo spettacolo è stato anche il mio passaggio ad un adultità affettiva, avvenuta dopo anni di lavoro su me stesso, un lavoro che continua in forma permanente al pari della mia formazione artistica…Questa sperimentazione continua del mio sé, permettendo di andare nell’oltre, certo sono imperfetto e non sempre riesco a godere di tutto l’amore che si può dare (volontariato) e accogliere intorno a noi, ma lo strumento del palcoscenico apre alle possibilità di poter esprimere tutto ciò raccontano queste sfumature del sentimento come abbiamo cercato di fare con “La Foresta”. Appunto il titolo dello spettacolo è dedicato all’amore verso Madre Terra.
Prossimi appuntamenti con la compagnia della Margherita?
Imminente c’è il prossimo giovedì 26 luglio, infatti siamo impegnati in una nuova produzione “Su, al SUD” in scena al Teatro Leo Amici, all’interno della Comunità Leo Amici a Valle di Maddaloni (Caserta) in cui parleremo del fenomeno dell’immigrazione ragionando su un parallelismo: ragazzi extracomunitari che approdano in Italia, ragazzi del meridione che si trasferiscono nel settentrione e dei cervelli italici che fuggono nel nord Europa. Questo spettacolo fa parte di un progetto di teatro inclusivo che con carisma portiamo avanti e spero nelle scuole da ottobre.
In cantiere abbiamo altri progetti come un laboratorio di teatro ragazzi a Casagiove, un evento importante a Natale su Caserta città e portare in giro per l’Italia le nostre produzioni teatrali.
