BELLONA (Caserta) – Evento teatrale molto particolare quello che si appresta a vivere la cittadna di Bellona. Presso il teatro parrocchiale San Secondino andrà infatti, in scena “Oggi è un e chelle jurnat” in cui Bellona tramite il palcoscenico racconta la sua storia, non è una commedia qualunque, non è una classica del teatro napoletano, questa è una storia vera che ha toccato il cuore e le coscienze dei bellonesi, la rappresentazione verte su un caso risalente al secondo conflitto mondiale, liberamente ispirata all’eccidio dei 54 martiri. Al San Secondino di Bellona, dal 15 al 19 e il 21 maggio, il gruppo teatrale amatoriale Scenicamente presenta lo spettacolo teatrale in due atti “Oggi e una e chelle jurnat” con la regia di Michele Tarallo.
L’evento che causò l’eccidio fu, una bomba a mano lanciata da un civile per difesa, la deflagrazione uccise un soldato tedesco e ne ferisce un altro. E così, la vendetta dei tedeschi non si fece attendere, alle prime luci dell’alba del 7 ottobre 1943 circa 200 uomini, con inganno e senza distinzione di età, furono strappati all’affetto dei propri cari, la motivazione fu quella di condurre il personale al lavoro. Essi, furono invece, raggruppati all’interno della cappella di San Michele per essere fucilati. A gruppi di 10 furono portati alla cava per subire il loro ignobile destino. Oggi la città di Bellona ricorda ancora fortemente questo eccidio, tant’è che la strada che accede alla cava è stata intitolata ai 54 Martiri. Questo è il numero di vittime barbaramente trucidate e gettate in una fossa prima che arrivasse finalmente l’ordine di fermare le esecuzioni. La strage di Bellona è l’unica tra i tanti crimini compiuti dai Tedeschi ad essere progettata con la folle regola di 1 a 100. Una strage che merita una più ampia attenzione da parte della storiografia e non merita di rimanere rinchiusa nei confini bellonesi. Cosi Vincenzo Caretti autore del testo e attore della compagnia dice “Mi sarebbe piaciuto modificare il finale di questa triste vicenda, ma purtroppo possiamo solo raccontarla e trasmetterla ai nostri figli come i nostri padri hanno fatto con noi e far si che questi orrori non si ripetano più” aggiungendo “ Per quella via ancora si percepisce la paura, l’angoscia e il terrore, il senso di supremazia contro quel crimine così meschino.. Un uomo che ammazza il proprio simile solo per superiorità ancora peggio quanto a prendere posto nella mente è la follia. Una storia che ha necessità di essere conosciuta per lanciare un importante messaggio di pace e di rifiuto della guerra alle nuove generazioni. Al teatro, raccontare una storia vera è sempre impresa ardua, inscenare parte della storia propria potrebbe essere effimero la linea di confine tra l’emozione che vive e trasmette il personaggio e quella degli attori in scena, tutti originari di Bellona, il regista Michele Tarallo, con la sua maestria saprà rendere plasmare anche questo aspetto, le emozioni e i sentimenti che un attore si porta con se in scena, farà si che emergerà un chiaro messaggio professionale e per il pubblico e per la compagnia sara una bella serata fatta nel ricordo ma anche di belle emozioni. Tanti gli aneddoti che gli stessi attori hanno raccontato durante le prove. Uno che in modo particolare rende ancora più amara l intera vicenda è l’incredulità del popolo quando da un giorno all’altro i tedeschi che fino al giorno prima entravano nelle case perfino a bere un bicchiere di vino, improvvisamente gli stessi tedeschi hanno rivolto il mitra contro chi gli aveva offerto quel bicchiere. Ma a ben vedere questa è stata l atrocità perpetrata non solo dai tedeschi a Bellona, ma come ben sappiamo ovunque. In definitiva è stata messa in campo una scelta di raccontare l’eccidio per memoria e rispetto ma in una chiave attuale che serve a ricordare ad ognuno di noi che nella vita di tutti i giorni con atteggiamenti di egoismo, orgoglio e spesso presunzione.ancora una volta ci ritroviamo al confine, rispetto assoluto di un ordine e eseguirlo a prescindere dell’ umanità. Come sarebbe cambiata la storia se quell’Ufficiale avesse perdonato? E oggi? Quante volte perdoniamo evitando di ferire o uccidere nell’ anima?
