ROMA – “La Fondazione Ravello apre la stagione 2016 con una nuova governance e una nuova direzione artistica. Il rilancio della Fondazione è la conferma di come il nostro straordinario sistema culturale sia tornata al centro degli interessi nazionali e il settore stia ricevendo un impulso positivo anche dal nostro governo. L’intento di rinnovare non significa però cambiare lo stile né tantomeno perdere il prestigio accumulato nel passato. In sostanza, il desiderio è quello di mantenere il meglio di quanto fatto in precedenza pur aggiungendo qualcosa di nuovo che risponde a esigenze non rinviabili sia del nostro tempo sia del territorio specifico in cui l’attività della Fondazione ha luogo. Tutto ciò si vedrà compiutamente col passare dei giorni. Tuttavia, siamo anche convinti che sin da ora i germi del rinnovamento auspicato siano visibili e apprezzabili.
La prima decisione che abbiamo preso è stata quella di dare una centralità forte alla Fondazione. Da ora in poi, seguendo questa linea programmatica, tutte le attività della Fondazione saranno unificate e concentrate. Non ci sarà più, insomma, un Festival indipendente, una gestione di ville e luoghi di rappresentanza in autonomia gli uni dagli altri. Ma tutto sarà gestito dalla Fondazione e dai suoi organi, a cominciare dal Consiglio di Indirizzo cui spettano le linee guida culturali, per andare al Cda che ho l’onore di presiedere e al Segretario Generale che coordina gli interventi proposti dal Cda in armonia con il Consiglio di Indirizzo e nell’ambito di un più funzionale organigramma.
All’interno di questo quadro generale è chiaro però che il Festival sarà il climax della stagione, presentando l’insieme degli eventi musicali e artistici più rappresentativi di Ravello 2016. Abbiamo in questo caso deciso di concentrare in alcune settimane i nostri picchi artistici, con lo scopo di raggiungere vette che altrimenti in un trend più lungo sarebbe stato impossibile ottenere. I direttori artistici, Alessio Vlad (musica) e Laura Valente (danza e nuovi linguaggi) hanno stilato in totale autonomia i programmi del Festival, che potete qui leggere, avendo da loro stessi i chiarimenti che riteniate opportuni. Il resto della stagione culturale – quella che eccede il Festival – sarà invece curata dalla Fondazione, e avrà in prevalenza una funzione di accompagnamento della stagione e di approfondimento tematico. Stiamo anche lavorando su un’idea di Forum culturale, che ecceda le tematiche consuete del Ravello Festival e – con la collaborazione di importanti istituzioni italiane e straniere – getti semi in campi nuovi che vanno dall’informatica alla letteratura, passando per le scienze sociali. Dotare il territorio di un think-tank originale ci sembra da questo punto di vista un’idea importante, idea che corrisponde anche a un modo originale di pensare il dominio dell’arte e della cultura: non più istituzioni puramente elitistiche, bensì creatività aperta al territorio, come del resto è naturale per una Fondazione che vede tra i soci fondatori la Regione Campania, la Provincia di Salerno e il Comune di Ravello. Tutto ciò, come del resto non è difficile comprendere, è stato frutto di un lavoro di squadra che ha visto tutti gli organi della Fondazione, tutto il personale e tutti i collaboratori uniti.
La convinzione ultima, che ha reso possibile questa concentrazione di sforzi, è basata sull’idea che produrre e diffondere musica, arte e cultura abbia un significato etico che trascende lo show business e può dare valore alle nostre esperienze. Con l’auspicio che almeno in parte siamo riusciti in questo compito arduo, auguriamo a tutti “Buon Ravello 2016!”.
