MILANO – Chiacchiera seconda è cosi che presento “La prospettiva tascabile”: La scenografia, un concetto spaziale, mentale.
La seconda Chiacchiera affronta, dunque, “La prospettiva tascabile”.
Il caso vuole che:
- Come se la gestualità fosse prioritaria per comunicare.
- Come se il segno fosse il primo mezzo di comunicazione.
- Come se la prima forma di disciplina nascesse per educare il segno.
È proprio vero che un disegnatore, libero da schemi, seguendo quello che i surrealisti chiamarono scrittura automatica, disegnasse il due che nasce dall’uno e così il tre che nasce dal due.
Ed è proprio il caso di rivedere quella che precedentemente abbiamo definito “ la scatola magica “ e cosa succede di così tanto magico entro di essa?
L’uomo ha sempre voluto raffigurare, imitare, la natura.
Dai segnali di fumo ai suoni gutturali, dai graffiti ai geroglifici e dal fiorellino su carta alle vedute scenografiche su ampie campate.
Ci si ritrova a discutere di rappresentazione figurativa.
Ci si ritrova a discutere di spazio quindi di prospettiva; da prospetto, prospicere, percepire, guardare e dal termine prospectivus , assicura la vista .
Ci si ritrova a fare un dialogo a tre;
- il QUADRATURISMO barocco che fu,
- le SCENOGRAFIE di Nicola Benois e
- le CHIACCHIERE di Michele Letizia , alias ( Michail Benois Letizià ).
Redarguendo le dovute citazioni ai primi due introduciamo questo terzo argomento, con la visione di alcune immagini.



Per prendere una misura di riferimento puoi usare la matita ed il tuo pollice: prova a tenere la punta della matita su uno dei bordi dell’oggetto da misurare e a far scorrere il pollice sulla matita fino a che non collima con l’altro lato (vedi la foto ). Puoi scegliere una qualsiasi delle misure che prendi con questo metodo e usarla come unità di misura per misurare il resto degli elementi della composizione.
Una volta individuati i rapporti proporzionali fra gli elementi del tuo modello puoi applicare queste informazioni al disegno.
Per esempio per capire le proporzioni della pera nella illustrazione puoi prendere la larghezza della pera e confrontarla con la sua altezza.
In questo modo potrai constatare che la pera è alta una volta e un quarto la sua larghezza e potrai riportare questa proporzione sul tuo disegno.
Non è necessario riportare sul disegno la misura che è stata presa sul modello, quello che ti interessa è la proporzione tra la prima e la seconda misura, usando questa strategia la gestione delle proporzioni sarà più versatile e potrai disegnare in modo più fluido.
Quando prendi le misure il tuo braccio deve essere ben steso, in questo modo non rischi di perdere le proporzioni perché le due misure da confrontare son prese alla stessa scala.
Una volta individuata una misura facile da individuare o importante perché presa sul soggetto principale, puoi usare quella come unità di misura per misurare in proporzione tutte gli altri elementi.
Usa la stessa unità per misurare lo spazio tra i vari oggetti !
È arte conosciuta che uno scenografo bozzettista debba abbozzare una scena considerando i metodi diretti che lasciano mettere su carta la raffigurazione di uno spazio costituito da vari piani e varie quote, più delle volte intuitive ma obbiettive.
La nostra scatola magica si pone innanzi al bozzettista come un gonfiabile a volume variabile ma tollerante di un DELTA che vive tra un minimo di misure ed un massimo.



La mano sinistra indica il contenuto scenico.
La mano destra indica lo sguardo del pubblico.
Ciò fa si che una scena realizzata possa vivere, possa essere accolta da un palcoscenico più piccolo e relativamente da uno più grande.
La grande capacità del bozzettista sta proprio in questo!
La grande tecnica che rende scientifico il lavoro di un buon scenografo bozzettista ha il nome di “restituzione”, RESTITUZIONE PROSPETTICA.
Restituire ciò che è presente sul bozzetto, questa è la grande magia, questa è una specifica tecnica applicata con le basi della geometria euclidea e con le evoluzioni del disegno tecnico rinascimentale.



Immagini tratte dal maggiore Trattato di Scenotecnica.
Confronto tra bozzetto e realizzazione, AIDA atto primo scena prima – Bozzetti e scene di Liliana De Nobili.


Ci siamo accorti che da un bozzetto a due dimensioni si passa ad uno spazio scenico a tre dimensioni.
Confronto tra bozzetto e scena di Nicola Benois , ERNANI di G. Verdi 1935-MILANO-Teatro-alla-SCALA


Andando avanti parleremo di quadraturismo, QUADRATURISMO BAROCCO, cosa è?
Ci accorgeremo che da uno spazio scenico a due dimensioni si passa ad un illuso, virtuale, spazio a tre dimensioni; la differenza è sottile ma concreta!

Francesco Solimena, autoritratto
Considerato uno degli artisti che meglio incarnarono la cultura tardo-barocca in Italia. Si formò presso la bottega del padre Angelo, a Nocera de’ Pagani (oggi Nocera Inferiore), città originaria della madre, Marta Resigniano, dove viveva la sua famiglia, rifacendosi dapprima alle opere di Francesco Guarini e successivamente, trasferitosi a Napoli e resosi autonomo nello stile, cominciò a guardare con interesse alla pittura scenografica e fantasiosa di Luca Giordano ed a quella tenebrista di Mattia Preti.

Trionfo della fede sull’eresia ad opera dei Domenicani, sacrestia di San Domenico Maggiore (Napoli)
E’ il caso di citare i Fratelli Giovanni e Giuseppe Funaro, autori della tela dipinta più lunga al mondo, proprio loro due artisti successivi all’operato del Solimena replicarono il tema “ il trionfo della fede sull’eresia “ dipingendo la magna tela ma furono considerati minori dalla storia dell’arte.

Esempio magistrale di quadraturismo- veduta salone Convitto.

Particolare centrale della tela dei fratelli Funaro, Convitto Nazionale G.Bruno, Maddaloni 1756.
Con l’espressione quadratura o quadra turismo si indica il genere di pittura del XVI secolo che prevede inserimenti in soffitti cupole e volte di elementi architettonici dipinti che simulano un effetto di prospettiva architettonica reale, fa parte dell’insieme di tecniche comprese nella Pittura illusionistica che si sviluppò a partire dal Rinascimento e che vide il proprio apice nel periodo Barocco.
Il termine quadratura deriva dalla parola quadrettatura, ovvero quel sistema usato in prospettiva per riprodurre gli elementi architettonici e viene introdotto nella Seicento barocca.
A differenza dal sotto in su e dal trompe l’oeil la quadratura è una tecnica principalmente legata alle rappresentazioni di architetture, comprese statue e decorazioni in stucchi.
Gli artisti specializza di quadrature sono i quadraturisti; essi creano effetti illusionistici di profondità spaziale che si estende oltre il soffito e le pareti, sfondi destinati ai dipinti di altri artisti.
Questo tipo di pittura veniva eseguita su soffitti piatti o nelle volte dove creava spazi nuovi e continuava l’architettura già esistente e simulava spazi aperti prospettici a partire da un punto di fuga centrale.
L’ultimo fiato della CHIACCHIERA
Concludiamo considerando i predetti tre argomenti, considerando la visione analitica di ulteriori tre immagini:
1) confronto tra bozzetto e realizzazione di Nicola Benois, IL TROVATORE 1964/65 Mosca


2) veduta prospettica

3) prospettiva tascabile
Mentre il maestro Nicola Benois traduceva dalla carta al palcoscenico, Leonardo aveva già tradotto dal suo pensiero una illusoria continuità della sala.
Giotto 200 anni prima aveva già scoperto alcuni trucchetti, Brunelleschi e Alberti sentenziarono il concetto, tutti gli altri lo hanno metabolizzato ed evoluto !
PROSPETTIVA TASCABILE
Osservare i vari passaggi di questa tecnica,
studio effettuato da Michail Benois Letizià , che non esige l’utilizzo di calcolatore elettronico, squadra, scalimetro o altro ;è puramente un gioco visivo tra un l’occhio, un regolo generico ( vedremo che anche un ritaglio di carta può funzionare ) ed un fondo e come direbbe qualcuno …
citando Wassily Kandinsky ; punto, linea e superfice !











…questa è la prospettiva tascabile !
Si ringrazia il lettore con la pubblicazione di tre bozzetti del 2011 di “ TOSCA”



A cura di
Michail Benois Letizià
Teatro Alla Scala
https://www.facebook.com/mike.coky

Il presente contribuito rientra nello sviluppo del progetto di cui a “La via della Tela, dai Funaro ai Benois” https://www.facebook.com/laviadellatela
