NAPOLI – Domani termina con due spettacoli, alle 16 e alle 21, la tappa napoletana di “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo” al Palapartenope. Il musical, portato in scena da David Zard per la regia di Giuliano Peparini, musiche di Gérard Presgurvic e testi di Vincenzo Incenzo, proseguirà per Torino dal 8 all’11 maggio al Palaolimpico, Firenze dal 14 al 18 maggio al Nelson Mandela Forum, e terminerà all’arena di Verona il 23 e 24 maggio.
Per chi non avesse avuto ancora la possibilità di vedere lo spettacolo, neanche nei minishow che la produzione ha voluto ai centri commerciali Campania e Vulcano Buono, dovrebbe programmarlo prontamente per domani. Lo show non ha un gusto classicheggiante ma propone la storia d’amore di tutti i tempi in una chiave moderna, pop, diversa dall’edizione di Riccardo Cocciante. Il pubblico, variegato e proveniente da varie parti della regione, ha cantato sulle note nate dal genio di Gérard Presgurvic. Lo spettacolo, sicuramente più coinvolgente e fantastico nel primo atto, più drammatico nel secondo – toccante il finale con la scultura che ritrae i due amanti sul letto di morte -, ha strappato applausi a tutti, giovani e non. Il consiglio, infatti, e non arrivare lì a digiuno, ma dare almeno una lettura ai testi delle canzoni, facilmente orecchiabili per poter partecipare appieno allo show.
Il palco, valorizzato da tecnologie all’avanguardia, scenografie virtuali su schermi digitali e un impianto scenico studiato per essere moderno ed originale, è diventato una vera e propria piazza dove hanno risuonato pezzi come “Verona”, “L’odio”, “I re del mondo”, “La follia” e “Ama e cambia il mondo”. Una nota di merito al corpo di ballo con una carica e una adrenalina di altissimo livello. Il cast tutto, con bellissimi costumi post moderni, ha incantato il pubblico.
Personalmente allo scanzonato Romeo (Davide Merlini) e alla romantica Giulietta (Giuia Luzi), incatenati nei loro ruoli, ho preferito le interpretazioni del Principe “burattinaio” (Leonardo Di Minno) per la eccellente presenza scenica e la straordinaria vocalità, con il suo magnetismo perfetto emblema del potere; e quella più coraggiosa e sopra le righe di Mercuzio (Luca Giacomelli Ferrarini). Quest’ultima, apparsa forse eccessiva ai più tradizionalisti, per alcune movenze “erotiche”, ha però ipnotizzato per la grinta e la “follia” trasposti sul palco. Per chi ama guardare “oltre” il tradizionale, è uno spettacolo da non perdere.
