CASERTA – Dal 10 Febbraio è su iTunes il singolo dell’attrice partenopea Benedetta Valanzano: “Una Terra che tace”. Basta, poi, clikkare su Youtube (http://www.youtube.com/watch?v=FLDazM4ceKY) per notare che le visualizzazioni sono già così tante, segno che, se anche la canzone è stata scartata da Sanremo 2014, il testo attira e pure la musica. L’attrice, impegnata da sempre tra cinema, fiction e teatro, questa volta veste i panni della cantante con un inedito, attuale nella tematica ma, al tempo stesso, lontano dalle solite strumentalizzazioni.
Come arriva la proposta di incidere questo singolo?
Premetto che la musica è la mia passione, per cui cerco sempre di essere poliedrica come artista non fermandomi solo alla recitazione. E così, Peppe Ponti, etichetta Suoni del Sud, vedendomi nell’ultima commedia di Vincenzo Salemme, “L’Astice al veleno”, mi ha proposto un pezzo che, inizialmente, non era legato al tema della Terra Dei Fuochi. Poi mi ha detto: “Vogliamo fare una pazzia e partecipare a Sanremo?”. Desiderosa di affrontare questa sfida, ho accolto immediatamente il suo invito, senza la presunzione però di essere una cantante. Dunque con umiltà e passione abbiamo cominciato a lavorare alla canzone ma soprattutto al suo testo. E’ nata così “Una Terra che tace”.
Come scrivere allora un singolo sulla Terra dei Fuochi, evitando di cadere in possibili banalizzazioni?
Tutto sta nell’idea con cui si parte. “Una terra che tace” non è una canzone di denuncia, ma è piuttosto un inno di speranza e una preghiera collettiva. Non ho mai smesso di adoperarmi per la mia terra, che mi ha visto nascere e crescere. Per questo l’eventuale partecipazione a Sanremo, significava non spegnere i riflettori su questo problema sociale. Certo, per un’attrice è un po’ folle poter mettersi al confronto con i Big della musica, e credo che per questo non sia stata ammessa. Nonostante ciò ho riscontrato buoni consensi sulla canzone, a partire dai miei fans. Motivo, quindi, in più per continuare su questa strada.
Non ti sembra che sia avvenuto un po’ tardi il risveglio delle coscienze in chi abita la Terra dei Fuochi?
Si. Infatti io canto proprio l’omertà “di una terra che muore sotto un seno di cemento”, che si sta spegnendo e che ospita un popolo per troppo tempo, ahimè, impaurito. Tuttavia non bisogna mai perdere la speranza perché, proprio come scritto nella canzone, “brucerà la campagna, si alzeranno veleni. Ti ho perso ma so di certo che accanto a te tornerò”.
Trovi che i tuoi colleghi artisti siano sensibili al problema della Terra dei Fuochi?
Assolutamente si! Anche perché è diventato un problema di impatto nazionale. Molti difatti si sono mostrati sensibili, penso a Eros Ramazzotti o Fiorello. Ed altri ancora hanno “adottato” i comuni di questa grande Terra. Persino io, seguendo l’iniziativa di Selvaggia Lucarelli, ho idealmente “adottato” il comune di Castelvolturno.
C’è qualcosa che ti lega alla città di Caserta?
Si. La mia iniziazione come attrice, o meglio i miei primi passi nella recitazione li ho compiuti con la compagnia teatrale “La Mansarda”. Ho dei bellissimi ricordi sia delle cose fatte ed imparate, sia dei miei maestri. Momenti che porto sempre con me perché è da lì che è sbocciata la mia passione per l’arte della recitazione.
Quali sono i suoi progetti futuri come “cantante” ed attrice?
In primavera è prevista l’uscita di un disco. Nel frattempo, ho girato una fiction per Gigi Proietti per la regia di Luca Manfredi e, poi, sono protagonista di una puntata de Il Commissario Rex con i Manetti Bros.
