CASERTA – Ancora una volta protagonista di una piovosa serata casertana è l’arte partenopea, madre indiscussa della nostra terra, che ci insegna che a casa nostra si può sempre entrare dalla porta principale, con il sorriso e con il rispetto, che siamo un popolo che a testa alta è in grado di infondere la propria storia, cultura e tradizione in ogni paese vicino e lontano. Perché malgrado qualcuno ci provi sempre a sporcarci di camorra e delinquenza qualcosa di buono resta sempre in superfice, e non sto parlando di rifiuti mai smaltiti, di acqua contaminate e di gente che troppo sa e nulla vieta. Parlo del cuore, quello che muove i talenti a raccontare la propria arte in giro per il mondo, quello di un paese che – “dei fuochi” – ha la passione per il folclore, per i colori, per la creatività, per la musica.
Ieri sera ho visto un rogo incendiarsi davanti i miei occhi, ed era l’entusiasmo della gente presente al Multicinema Duel per la rassegna Caserta Film Lab che ha proiettato il documentario Enzo Avitabile Music Life, diretto da Jonathan Demme, premio Oscar nel 1992 con la pellicola Il Silenzio Degli Innocenti. Una partecipazione viva e allegra generata non solo dalla canzone napoletana, ma dall’ intreccio di linguaggi e mix di sound di diverse etnie.
Cinque anni fa il primo incontro di due colossi, uno del cinema e uno della musica, e un colpo di fulmine ha reso possibile la creazione del documentario che ripercorre la storia e la vita dell’ artista del quartiere Marinella di Napoli degli ultimi 10 anni. Dai Bottari ad oggi, la storia di un uomo che ha fatto della ricerca e sperimentazione un suo segno distintivo e che è riuscito a unire il jazz alla canzone napoletana, attingendo da suoni e suggestioni lontane, fermandosi poi sugli incontri con altri musicisti provenienti da ogni angolo del mondo. Nel film Avitabile suona con Eliades Ochoa, Naseer Shamma, Gerardo Núñez, Ashraf Sharif Khan, Poonchwala, Trilok Gurtu, Luigi Lai, Zì Giannino Del Sorbo, Amal Murkus, Djivan Gasparyan Trio, Hossein Alizadeh, Daby Touré e Bruno Canino.
A testimonianza di questa fusione era presente, in una sala gremita, anche il protagonista Enzo Avitabile. L’artista è riuscito a tenere incollato il pubblico sulla sedia per la proiezione del film e all’impiedi per l’ultima parte della serata, coinvolgendolo con la sua singolare musica e facendolo partecipare a pieno ritmo di mani e voci. “Questa fede che ci accompagna è una speranza che ci avvicina”, questa la riflessione cantata dall’artista; parole che siano da spunto per noi e ci spingono a gridare che l’unica contaminazione che vogliamo è quella generata dalla musica.
