Caserta, una risposta al “molleggiato” che dice: si devono chiudere Avvenire e Famiglia Cristiana

CASERTA – Chi di noi non a mai amato Adriano Celentano nella vita, scagli la prima pietra. Il “molleggiato” per le sue canzoni di attualità, il senso che da alle canzoni, con la musica, e con le sue gesta, è stato grande anche nel 1967 quando per la prima volta a Sanremo gira le spalle al pubblico. Ma che il buon Celentano si permetta di criticare Avvenire e Famiglia Cristiana, affermando che questi giornali devono essere chiusi,questo no, è troppo. Ci sono altri quotidiani che andrebbero chiusi, ma certamente non questi. Se il “molleggiato” parla così di questi giornali, ha dimostrato che non li legge, e allora lo invitiamo ha farlo. Quante volte questi giornali hanno detto perché l’uomo nasce, del cammino terreno che l’uomo compie e come deve compierlo, il traguardo da raggiungere è solo ed esclusivamente la vita eterna, perché il paradiso si merita con le buone azioni che si compiono nella vita terrena, quindi il paradiso si merita, non è un luogo per tutti, sì, il Signore ci aspetta in paradiso, ma alla fine chi ci giudica è lui, e solo lui ci dirà se lo meritiamo in base al comportamento che abbiamo avuto sulla terra, ecco perché la chiesa ne parla poco, perché il paradiso dobbiamo meritarlo: tu piuttosto, riconosci di meritartelo? E poi, come dice un vecchio detto: l’uomo nasce per morire, a prescindere del comportamento durante la vita terrena. E’ sicuro Adriano che “non siamo nati per morire?” Forse lui è immortale? Tutti, purtroppo, alla fine dobbiamo raggiungere il luogo eterno, perché l’uomo vive due vite, quella “terrena” fatta di consumismo, disprezzo verso il prossimo, divertimento e voglia di accaparrare sempre bene di qualsiasi genere come se un giorno dovremo portarceli appresso, e quella “eterna” dove Dio ci giudica secondo il nostro comportamento in quella terrena, quindi se siamo preparati alla seconda vita allora andremo in paradiso, ma se non siamo preparati, dovremo renderne conto. Poi lo spread, le guerre, sono tutte cose che vuole l’uomo, certo non Dio, quindi il buon Celentano se la deve prendere con chi ci governa, e non con l’uomo in generale. Se il quotidiano della chiesa, e il settimanale dei Paolini l’hanno attaccato, l’ho hanno fatto per due motivi: primo l’alto cachet, e poi per il modo sbagliato di come il molleggiato da il suo incasso in beneficenza, perché se questa beneficenza deve passare per le mani dei politici, allora dubitiamo che arrivi a destinazione, e le famiglie attendono soldi che mai arriveranno. Caro Adriano, la conclusione sai quale è? Che molte persone sono tuoi fans da bambini perché ti anno sempre seguito durante la tua carriera, ma quegli stessi fans adesso ti dicono che per la prima volta ai predicato male e continui ha razzolare male perché ci sono altri giornali che dovrebbero chiudere ma non quelli indicati da te. E poi, pensa un attimo a quello che ne deriverebbe con tutte le persone che ci lavorano, cosa da fare venire i brividi con la crisi che ci ritroviamo. Per il resto, la Consulta, la Rai, Luca Cordero di Montezemolo il Corriere della Sera, e altro,sono tue opinioni personali condivisibili o meno.