CENTURANO (CASERTA) – Al termine delle celebrazioni eucaristiche della domenica mattina, estremizzando bonariamente il suo invito ai fedeli di partecipare numerosi al primo recital della corale S. Bartolomeo Apostolo a Centurano, il parroco dell’omonima parrocchia, Don Sergio Adimari aveva affermato che chi non sarebbe stato presente al concerto avrebbe commesso peccato. La provocazione era ovviamente in tono scherzoso, ma la performance serale della neo-corale ha dato pienamente ragione al sacerdote. Sarebbe stato infatti un peccato rinunciare all’atmosfera tutta particolare, che si è vissuta domenica sera nella chiesa di San Bartolomeo Apostolo a Parco Cerasole. Molto apprezzato tutto il repertorio della serata, così come l’intermezzo delle cornamuse e gli assolo di flauto dolce e ciaramella. Ma, indipendentemente dalla performance della corale, ben diretta da Nunzia Zito e abilmente supportata da valenti musicisti, tutti applauditissimi dal folto pubblico, che ha potuto apprezzare canti e suoni della tradizione natalizia, da “Fermarono i cieli” di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, al “Magnificat” di monsignor Marco Frisina, alla trascinante “leggenda del lupino” di anonimo, in vernacolo napoletano, è stato lo spirito della manifestazione a raggiungere le corde del cuore dei presenti. Aveva infatti premesso la responsabile del coro: “Il nostro obiettivo non è l’eccellenza musicale o la grande esibizione artistica. Desideriamo solo condividere con chi ci ha onorato della sua presenza tutto il cuore e la passione che abbiamo cercato di mettere nelle nostre voci”. Obiettivo – aggiungiamo noi – pienamente raggiunto.
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