CASTELMORRONE (Caserta) – In principio era un concerto, poi divennero due, su richiesta. Sold out in pochissimo tempo. L’attesa, l’adrenalina che cresce e poi l’esplosione in due serate di puro rock italiano al Palamaggiò con Ligabue e con il suo “Arrivederci, Mostro!” Tour 2010.
Dopo il successo del Tour estivo negli stadi, la versione invernale ha toccato il palazzetto casertano sabato 11 dicembre come previsto dalle date del tour e la sera precedente, il 10 su richiesta, registrando un pienone che perfino lo staff non si aspettava tanto potente e partecipato.
La serata comincia nel freddo del parcheggio del palazzetto, mentre dall’interno si sente il sound check che riscalda l’atmosfera tra i fans. C’è chi intona brani dell’ultimo CD, chi incalza con “Urlando contro il cielo”, chi ripassa la scaletta e chi formula ipotesi sul brano acustico a sorpresa che renderà la serata diversa da tutte le altre date. Si chiacchiera, si ascoltano gli accenti di chi non è della zona e si conosce una madre che “Liga” l’ha fatto conoscere lei ai figli adolescenti. Sento di avere ragione nel dire che la discografia di Luciano, è il terzo romanzo di formazione nella mia libreria immaginaria.
Alle 19.30 l’apertura dei cancelli su una serata che non poteva andare meglio.
“Taca banda”, singolo estratto da “Arrivederci, mostro!”, con il suo “la la la” segna l’inizio del concerto, ed è subito lavoro di voce con “Quando canterai la tua canzone”, “Nel tempo” e “La linea sottile”. Un salto indietro di 20 anni riporta tutti tra le note di “Bambolina e barracuda”, “Vivo, morto o X” e “Marlon Brando è sempre lui”. E via così, saltando tra “Certe notti”, “La verità è una scelta”, “Sulla mia strada” e “Atto di fede”, col Palamaggiò che canta senza sosta, perché i fans di Ligabue, citando “Balliamo sul mondo”, non avranno classe, ma hanno gambe e fiato finchè vuoi.
Il pezzo acustico della serata è “Ti sento”, una carezza leggera dopo tanto rock, seguita da “Buona notte all’Italia” con il lungo applauso di sottofondo mentre scorrono le immagini di cantanti, attori, scrittori, personaggi di spettacolo e della politica che hanno fatto grande il nostro Paese. Ed è addirittura tripudio sulla foto di Falcone e Borsellino. Un momento questo, che da fortemente torto a chi crede che i giovani amino solo canzonette e progetti facili. Chi era al concerto di sabato sera, ha mostrato amore e rispetto per una storia difficile da replicare, come se questo tempo presente fosse “In giorno di dolore che uno ha”.
Il tempo scorre veloce, e sulle note di “Il meglio deve ancora venire” si chiude la serata.
Circa 25 le canzoni in scaletta, un medley a sorpresa, poco intrattenimento e tanta buona musica. Perché quando la musica è buona, non servono effetti speciali a fare di un concerto uno spettacolo. Si ritorna a casa e sull’agenda, alla data 11 dicembre, compare un memo “Palazzetti 2010, io c’ero! Arrivederci, Mostro! Alla prossima!”.
