Caserta, a Officina Teatro a San Leucio Pasta Madre e Cambiate Canale

CASERTA – Due eventi fuori stagione andranno ad arricchire questo fine settimana il cartellone di Officina Teatro di San Leucio. Si comincia con il concerto dei Pasta Madre venerdì 17 aprile alle 21:00 e si continua sabato 18 (alle 21:00) e domenica 19 (alle 19:00) aprile con il monologo di Sergio Del Prete “Cambiate Canale!”.

La preparazione classica di Pasta Madre comincia da un impasto spontaneo ottenuto con la lievitazione innescata da strumenti e suoni, lasciati acidificare spontaneamente in un tempo più o meno lungo di riposo dallo stress presente nelle persone, nell’acqua e nell’ambiente. Per accelerare la fermentazione si possono aggiungere all’impasto ulteriori ingredienti come serate dal vivo e concorsi in giro per l’Italia, oltre che di emozioni e curiose storie.

Questo metodo dà origine ad uno sviluppo caotico di varie specie di canzoni, anche patogene, che vengono spontaneamente selezionate con l’aumentare dell’emotività dell’impasto e la diminuzione del contenuto di strumenti elettrici. Attraverso opportune lavorazioni, ovvero successivi rimpasti con altre prove e registrazioni in dosi adeguate alle caratteristiche della pasta, l’impasto spontaneo può divenire una pasta madre, ovvero il lievito naturale della nostra musica.La pasta madre ha musicisti selezionati ed equilibrio stabile tra strumenti e canzoni.

Una volta ottenuta, la pasta madre viene tenuta in vita e riprodotta per mezzo di successivi rinfreschi, ovvero impasti periodici con determinate quantità di passione e divertimento. I musicisti che la compongono infatti devono essere costantemente nutriti e posti in condizione di esprimersi. La maniera più semplice per tenere in vita la pasta madre è di usarla per fare il pane, separandone una piccola parte prima di aggiungerci il sale. Sabato e Domenica invece andrà in scena “Cambiate Canale!” il cui protagonista è uno strano barbone che per “colpa” della sua bottiglia di vino si ritrova in un teatro, ma precisamente sul palcoscenico di un teatro, scambiando gli spettatori per attori pronti ad esibirsi.

Spettatori che assisteranno ad uno spettacolo improvvisato dal vagabondo, poiché gli attori del teatro sono in sciopero. Il surreale barbone darà vita ad un dialogo con il pubblico in sala mettendo in scena la sua visione di una realtà contemporanea troppo televisiva, interpretando diversi personaggi che ha visto in televisione come il Mago della felicità o l’intervistato sadomaso che non vuol farsi riconoscere da casa, e personaggi che sono il risultato di una televisione che condiziona decisamente i modi di vivere, come il bambino ipnotizzato o la vecchia maestra che spinge i propri alunni a guardare per ore la televisione.

Personaggi con una comicità esasperata, onirici, ma anche misteriosi e malinconici. Un testo passionale, estremizzato ed ironico, come il protagonista che attraverso l’ironia e la sua passione per la vita, i sogni e l’immaginazione, va alla ricerca di una riflessione della società moderna sempre più manipolata dalla televisione, non riuscendo a stabilire il vero limite tra il reale e l’irreale.