Napoli, al Teatro Nuovo Iaia Forte incarna il dramma di Erodiade

NAPOLI – Fino a domenica 21 dicembre al Teatro Nuovo di Napoli l’attrice Iaia Forte, affascinata dalla capacità di Giovanni Testori nel creare personaggi femminili virili e potenti, affronta, nella doppia veste di regista ed interprete, il monologo Erodiade.

Artista sensibile e profonda, la Forte fa sua la “lingua poetica e carnale” di Giovanni Testori, sul cui testo è basato il dramma di Erodiade, prestando corpo, anima e voce ad un personaggio controverso come quello di Erodiade, madre di Salomè e complice del martirio di Giovanni Battista. A colpire Giovanni Testori nella vicenda dell’uccisione di Giovanni Battista, è soprattutto la figura di Erodiade, capace di spingere la figlia Salomé tra le braccia di Erode e a chiederle la testa di Giovanni, reo di aver rifiutato il suo amore.

Completamente identificata nella sua passione impossibile, Erodiade sfida il Dio carnale di Giovanni e cerca la morte in scena.

“Il suo universo – dichiara la Forte sulla drammaturgia di Testori – è qualcosa di molto materico, fatto di odori e colori. Non è solo letteratura o teatro, è piuttosto ciò che scatena sensorialmente. Poi la lingua, per la sua invenzione e la sua carnalità. La capacità, nello specifico teatrale, di creare personaggi femminili unici, possenti e di grande intensità. E poi l’ossessione di cui vive il suo teatro, che è un elemento che amo molto in tutte le forme artistiche”.

Testori definisce Erodiade un personaggio a metà fra il Dio astratto e quello incarnato, capace di rappresentare la nostra perplessità ad accettare l’incarnazione di Cristo. Questo testo spacca la convenzione teatrale, in cui il pubblico – secondo l’autore – deve essere chiamato direttamente in causa.

Sola sulla scena vuota, Erodiade si rivolge alla testa di san Giovanni e all’autore, rivelando, così le vere motivazioni della decapitazione del Battista.L’Erodiade di Testori è un testo che vive nell’incessante ed inconciliabile dialettica, tra una vita che cerca il suo senso ed un teatro che non riesce a rispondere a questa necessità.