Caserta, al Cineclub Vittoria di Casagiove Galantuomini da venerdì a martedì

CASAGIOVE (Caserta) – Da Venerdì 28 a Martedì 2: GALANTUOMINI di Edoardo Winspeare (Feriali 16.00 – 18.30 – 21.15 – Festivi 16.00 – 18.10 – 20.20 – 22.30).

GALANTUOMINI
Ignazio, Lucia e Fabio sono stati bambini felici e inseparabili nel Salento degli anni Sessanta. Adesso sono adulti tormentati e divisi nel Salento della Sacra Corona Unita. Ignazio è diventato un giudice stimato, rientrato a Lecce dopo aver esercitato la professione nel Nord Italia, Lucia è madre di un ragazzino e braccio destro del boss Carmine Zà, Fabio un appassionato giocatore di biliardo col vizio della cocaina. Al funerale di Fabio, stroncato da un’overdose, Lucia e Ignazio si ritrovano e si innamorano senza dichiararsi. Durante le indagini sul traffico di cocaina, Ignazio scopre il coinvolgimento di Lucia. Ferito e addolorato dalle bugie della donna e dalla rivelazione della sua vera natura, l’affronta, spingendola suo malgrado alla latitanza. Ma il giudice sedotto e la dark lady hanno ancora un conto d’amore da regolare e da consumare.
Edoardo Winspeare, cognome inglese e cuore salentino, torna nei borghi antichi del Salento dopo il miracolo di Taranto, muovendosi lungo la frontiera tra noir e mélo. Dentro un ambiente luminoso e denso di umori abita un personaggio femminile di stupefacente bellezza, cupa e sgomenta davanti alla radicalità delle proprie decisioni: ispirare e guidare una squadra di criminali organizzati. Femmina folle e lupa tragica, Lucia è portatrice di un segreto sepolto che minaccia la sua vita apparentemente solare e l’amore ancora imploso per il giudice Ignazio.
Un film regolato dal ritmo rapidissimo di una musica di possessione pizzicata alla chitarra, che non riesce a liberare la tarantata dal suo male. Generato da un ambiente criminale, il mélo del galantuomo e della signora della malavita (o mélovita) si chiude all’insegna della costrizione, che è quella tipica del melodramma, della condizione umana ma anche della società (lei è prigioniera dei suoi errori, lui dell’istituzione che rappresenta). Galantuomini testimonia come in periodi di crisi sociale e ideologica, il melodramma si dimostri un efficace strumento di rispecchiamento collettivo, adempiendo a quella funzione che nella Grecia antica era assunta dalla tragedia.