NAPOLI – Il Teatro San Ferdinando di Napoli, luogo storico della cultura napoletana, ha accolto il primo dei tre appuntamenti previsti in una programmazione pomeridiana per approfondire i temi degli spettacoli in cartellone nella stagione del Teatro Mercadante, ovvero Radio Mercadante.
Luca Scarlini, saggista, drammaturgo e curatore di questa serie di incontri presenta un evento che è stato ideato e interpretato come un radiodramma live, una sorta di racconto con interventi musicali a più voci, in cui si vogliono ricostruire gli identikit dei testi e degli spettacoli presentati dal teatro stabile.
Questa serie di appuntamenti diventano così un’occasione inedita e irripetibile per scoprire le storie narrate, con la partecipazione dei protagonisti, secondo un percorso di suggestioni multiple inaugurato da un brevissimo fil rouge dedicato alla memoria del “patrono†dello Stabile napoletano, Saverio Mercadante, appunto, operista sommo, di cui oggi resta scarsa memoria. Eppure egli lasciò anche memorabili canzoni nella lingua della sua città d’adozione, in cui fu e personalità di spicco della vita culturale, anche come direttore per lungo tempo del Conservatorio di San Pietro a Majella.
Il primo tra gli appuntamenti, previsto per 28 ottobre alle ore 17.00, è stato un evento dedicato alla prima produzione della stagione, “Don Giovanni ritorna dalla guerra†di Ödön von Horváth, straordinario autore da tempo assente dai palcoscenici italiani, con la partecipazione di Remo Girone, che ha letto alcune delle pagine del romanzo hováthiano “Un figlio del nostro tempoâ€, che svela non pochi punti di contatto con la pièce in scena.
L’8 novembre alle ore 17.00, per il secondo appuntamento, Marco Baliani sarà in scena con brani da Kaputt e La pelle, in occasione della presentazione del suo adattamento del testo più noto di Curzio Malaparte, ritratto corale di Napoli e di altri luoghi italiani disastrati dalla guerra nel 1944, in cui vincitori e vinti cambiano continuamente di ruolo. Ma la messa in scena dei brani de “La Pelle†vuole anche essere una metafora che va oltre la Napoli del dopoguerra, ma vuole essere uno spunto per esaminare l’oggi, senza pregiudizi, cercando di andare a scovare cosa, appunto, si cela sotto La Pelle.
Per il terzo appuntamento, il 28 novembre alle ore 17.00 sarà di scena, infine, un evento dedicato a Molly Sweeney di Brian Friel, una parabola sulla cecità degli occhi ma anche su quella del cuore ad opera del massimo autore irlandese contemporaneo, per la regia di Andrea De Rosa, con Umberto Orsini che proporrà momenti da Il guaritore di Brian Friel e de I ciechi di Maurice Maeterlinck.
