Caserta, dopo Cats a Leuciana arrivano anche i Diavolo dance con Dreamcatcher

CASERTA – Leuciana Festival andrà a caccia di sogni il prossimo 14 e 15 giugno. La rassegna diretta da Nunzio Areni avrà infatti ospiti al Belvedere di San Leucio i Diavolo dance theater di Los Angeles, in tourneé in Italia proprio quest’anno, che presenteranno uno dei loro must: Dreamcatcher, l’acchiappasogni della mitologia lakota dei pellerossa d’America.

Uno spettacolo capace di combinare street dance parigina, cinema hollywoodiano ed estetica coreografica dei Pilobolus. Un mix di atletismo e arte funambolica, physical dance e movimenti quotidiani, virtuosismo e spettacolarità, che prende le mosse da una antica leggenda pellerossa.

Uno spettacolo eccezionale per gli amanti del genere e che fa il paio con Cats, che a fine giugno delizierà gli amanti del musical e della Reggia.

La Compagnia, californiana, è stata fondata nel 1992 da Jacques Heim, coreografo di uno degli spettacoli di maggior successo de Le Cirque du Soleil, KÀ, diretto da Robert Lepage. Fin dalle prime creazioni, Heim definisce chiaramente un suo stile che sarà il “marchio” originale della Compagnia: estetica coreografica contemporanea, tensione acrobatica del movimento e uso coreografico dei materiali di scena (ruote, scale, porte, pareti da climbing…).

Il lavoro di Heim combina tra loro diverse influenze, dalla street dance parigina (da cui egli stesso proviene), alla physical dance degli americani Streb e Pilobolus, al cinema hollywoodiano, la pittura surrealista (in particolare di René Magritte), la spettacolarità del Cirque du Soleil e l’immaginario della quotidianità, per dare vita a rappresentazioni interdisciplinari che, attraverso la mediazione del linguaggio teatrale, “esaminano il rapporto ad un tempo divertente e drammatico dell’individuo con il suo ambiente”. Si può dire che DDT ha ridefinito la danza in rapporto allo spazio scenico, per un pubblico moderno che vuole vivere a teatro le stesse forti emozioni che lo spettacolo cinematografico riesce a suscitare.

Questa combinazione originale, ha fruttato alla formazione californiana un crescendo di consensi a livello internazionale e il riconoscimento di Heim tra i coreografi più promettenti degli ultimi anni con continue nuove commissioni da parte di compagnie prestigiose come il Cirque du Soleil o da parte di grandi istituzioni come la Los Angeles Philarmonic Orchestra diretta da Esa Pekka Salonen che ha commissionato a Heim la coreografia di Foreign Bodies (composta dallo stesso Salonen), che debutterà il 4 settembre 2007 all’Hollywood Bowl.

“Il nostro lavoro – spiega Jacque Heim – non è definibile nè inquadrabile come modern dance. E’ un mix di atletismo e acrobazia, physical dance e movimenti quotidiani, una nuova forma di teatro di movimento. Non ha intento narrativo, ma è astratto, viscerale, corporeo. E’ diretto ad un pubblico moderno, che ama nuove forme di movimento e gli lascia piena libertà di usare la propria immaginazione e creare la propria storia”.

Sospeso tra danza, acrobazia e circo contemporaneo il lavoro di Diavolo Dance Theater è assolutamente inclassificabile e inconfutabilmente innovativo. Già il nome è un “programma”: Diavolo nella nostra lingua rimanda a Lucifero, scorporato diviene ‘dia-volo’, ovvero ‘giorno’ (‘dia’ in spagnolo) del ‘volo’ (dal latino), ricomposto allude alla parola francese ‘diablerie’, ma per i più attenti, la sillaba iniziale può addirittura rimandare a Diaghilev, il grande impresario di inizi Novecento patron dei Ballets Russes.

Come ha scritto il New York Times: “Il virtuosismo e la spettacolarità sono ritornati di moda. Diavolo, adrenalinica e fresca compagnia, cattura l’attenzione anche del più scettico spettatore. Jacques Heim si fa promotore di una primitiva voglia di giocare servendosi di materiale scenico che entra a far parte della coreografia, così come la grande preparazione atletica dei ballerini: tutto questo raccoglie grandi applausi dal pubblico”.