CASERTA – La città si riempie sempre di più di (SRB) Stazioni Radio Base per telefonia mobile, ma non solo, le antenne svettano sulle nostre teste. Lo spazio “sembrerebbe ormai coperto interamente”, vedi cimitero, piazza Matteotti (ex Telecom), la collina di San Michele, la stessa Casertavecchia, si, perché tra le antenne per la trasmissione dei segnali radio-televisivi, si nascondono molte antenne per le SRB (Stazione Radio Base), lungo la strada della panoramica che da Casertavecchia conduce al bivio per Castel Morrone e Puccianiello, si trova installata una antenna, ebbene, è del Comune, e serve per la trasmissione delle immagini della videosorveglianza. L’Ente comunale, ha fatto tutto di nascosto e in fretta, perché ha esperito la gara d’appalto la sera, ed è stata montata la notte senza il nulla osta della Sovrintendenza e per giunta, senza nemmeno preoccuparsi di “rispettare i vincoli paesaggistici”.
I cittadini forse non sanno che molte SRB si trovano anche sopra le nostre teste perché sono installati sopra molti palazzi privati per civili abitazioni, vedi: Hotel Jolly, Hotel Marconi in via Renella 9, Corso Trieste 291, Piazza Matteotti ex palazzo Telecom, via Alois 37, e Puccianiello via G. Papa 10, quest’ultimo addirittura ha il terrazzo pieno di antenne. In questi casi, chiediamo a chi di dovere: il Comune a mai rilasciato autorizzazioni in tal senso? E poi, se il tetto è condominiale, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 3865/1993, ha stabilito che per l’installazione sul tetto del palazzo (parti comuni) occorre il consenso di tutti i condomini ai sensi dell’articolo 1108 del Codice civile, in quanto si tratta di una “servitù” nei confronti della compagnia telefonica, mentre se si tratta di un terrazzo privato, allora i problemi sono solo di tipo amministrativo, in quanto in base al decreto legislativo n. 198/2002 l’installazione deve sempre essere autorizzata dal Comune, previo accertamento da parte dell’ ARPAC per il rispetto dei limiti delle emissioni elettromagnetiche.
Alla luce di quanto su esposto, desideriamo sapere se il Comune, negli anni, ha concesso qualche autorizzazione all’installazione su civili abitazioni. Ma per i gestori nuove esigenze sembrano incombere, legate soprattutto allo sviluppo delle comunicazioni UMTS, con le loro funzioni di dubbia pubblica utilità. Così sono sempre più numerose le persone che, da un giorno all’altro, vedono spuntare una nuova antenna, magari dopo un fine settimana, o nei mesi estivi quando molti vanno in ferie. Si tratta di installazioni pericolosi alla salute. I motivi di questa ondata di installazioni sono sostanzialmente due:
1) Con la “ liberalizzazione “ del mercato, in questo settore i Gestori sono diventati molti, anzi troppi, e ognuno vuole le sue antenne;
2) Il settore “liberalizzato“ è molto concorrenziale e gli investimenti sono elevati, a partire dalle concessioni che lo Stato ha dato a caro prezzo. Pertanto è molto elevata la spinta dei Gestori affinché l’uso dei telefonini si imponga.
L’impatto delle SRB (Stazioni Radio Base) è molto elevato in un raggio che va dai 20 ai 70 metri dalle antenne, nonostante tutto, compaiono ovunque, senza che le Amministrazioni locali abbiano ancora stabilito dei concreti criteri e vincoli di pianificazione, e senza mai controllare rigorosamente i nuovi progetti sottoposti alla loro approvazione, e soprattutto senza che siano state poste in essere una serie di campagne per il monitoraggio del livello delle radiazioni esistenti sul territorio coinvolgendo l’ARPAC. A tutto questo va aggiunto che: una norma contenuta nel “decreto sviluppo” approvato dal Governo nello scorso ottobre innalza del 70% i limiti di emissioni elettromagnetiche degli impianti di telefonia mobile e del 30% per quelli di radio e tv. Sarà così possibile navigare in Internet con il proprio smartphone, e questo porterà a una “necessaria invasione” di nuove antenne (nei prossimi due anni saranno installati dai 15 ai 20.000 nuove antenne).
Ma a quale rischio? Arpa (Agenzia per l’Ambiente) e Ispra (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) hanno reagito negativamente a questo provvedimento mettendo in rilievo come da più parti, e ancor di più nella ricerca scientifica internazionale, si parli di possibile cancerogenicità delle radiazioni emesse dalle “antenne-ripetitori”. Quello che non si riesce a capire è del perché i Sindaci per vietare l’installazione di una Stazione Radio di Base ai gestori, devono aspettare le proteste della gente o delle varie associazioni di categoria. Certo, i gestori per installare una SRB devono pagare, e un privato può arrivare a percepire anche 5.000,00 euro al mese più alcuni telefonini in comodato d’uso gratuito, ma tutto questo ai Comuni poco importa. Per finire, vogliamo ricordare ai politici le malattie più comuni che possono insorgere con l’elettromagnetismo:
– disturbi psicosomatici, cefalea, astenia, insonnia
– opacizzazione di cristallino
– ridotta fertilità
– maggior rischio di leucemia e di tumori di tipo emolinfopoietici.
Giusto per citarne solo alcuni. I cittadini aspettano risposte dagli addetti ai lavori e in particolare dal sindaco Pio Del Gaudio e dall’ARPAC.
