Caserta, cambia la tutela sanitaria per i malati di diabete. Polemiche e timori

 

CASERTA – Emergenza diabetici in provincia. Dal prossimo mese di ottobre, cambia la gestione di affidamento e distribuzione dei presidi per i malati di diabete nella città di Caserta.

 

Finora il servizio veniva curato, regolarmente, dalle farmacie cittadine dietro la presentazione di una card affidata a ciascun diabetico, recante un codice a barre. Attraverso la card, per via telematica, l’Asl comunicava, alla farmacia, mensilmente la prescrizione di presidi destinati a ciascun paziente. Ora diventa domiciliare, ma ci sono molte polemiche.

 

Dal mese di ottobre ci sarà una rivoluzione che sta già gettando molti malati del Casertana nel timore. Quello che accompagna normalmente i cambiamenti. E spesso si dimostra profetico, soprattutto quando si cambiano modelli di assistenza sanitaria che funzionano con altri nuovi.

 

La distribuzione dei presidi, in seguito ad un accordo siglato dall’Asl con una ditta esterna, la Ditta De Rosa srl, diventerà domiciliare. Quindi, dal mese di ottobre, i diabetici casertani, non dovranno più recarsi in farmacia a prelevare i presidi di cui necessitano, quotidianamente, per gestire una malattia, troppo spesso sottovalutata, ma riceveranno la visita di un corriere. Intanto cosa accade nelle farmacie cittadine?

 

Già dal mese di luglio non si approvvigionano di striscette, aghi e quant’altro richiesto dai pazienti, perché, come giustamente dicono alcuni farmacisti “non sapremmo che farcene”.

 

C’è un malcontento generale e intanto i pazienti scalpitano e dubitano. Ci si interroga sul perché la distribuzione sia diventata domiciliare. Non è forse un costo maggiore? Dubbio legittimo.

 

Eppure, normalmente, i diabetici, devono elemosinare ciò di cui hanno bisogno, visto che siamo in un periodo di forte crisi (che in ambito sanitario, dura già da parecchi anni). Ci teniamo, però, a ricordare che i presidi diabetici, elargiti con “il contagocce” non sono “beni di lusso” ma un’estrema necessità per prevenire e, in taluni casi, evitare, problemi ulteriori collegati agli sbalzi glicemici. “Prevenire è meglio che curare”, recitava, tempo addietro una nota pubblicità. E la prima prevenzione per la salute pubblica è la certezza di una vera e propria tutela sanitaria.