Caserta, la musica efficace strumento di comunicazione e cura per il nostro cervello

CASERTA  – Gli effetti della musica sull’uomo hanno appassionato i filosofi,da Platone ad Aristotele fino agli empiristi,passando attraverso gli innumerevoli studiosi,in particolare tedeschi e inglesi del settecento.

Ma,accanto a questi eruditi,ci sono stati dei clinici. David confortava con la sua arpa Saul;l’italiano Farinelli cantava per Filippo V re di Spagna,schizofrenico, solo tre canzoni e sempre le stesse e gli psichiatri turchi organizzavano concerti per i malati dell’ ospedale di Edirne, già alla fine del 400.

Dal Rinascimento in poi, si è posta la domanda di sapere quali sono i rapporti tra il funzionamento fisiologico dell’ organismo umano e il fenomeno musicale.

Nel suo trattato di anatomia, Vésal nel 1543 ha sollevato il problema .Il medico e filosofo tedesco Kircher ha elaborato una teoria basata sulle conoscenze o piuttosto sulla rappresentazione che si aveva, nel 600, del corpo umano visto con spirito meccanicistico.

Attualmente si ritiene che la sensibilità del nostro sistema nervoso, per quanto riguarda l’emozione musicale, si collochi negli strati più arcaici e quindi più rudimentali del cervello.

Questa spiegazione ci consente di capire che la nostra azione su bambini con problemi, con l’ aiuto di mezzi ritmici e armonici ci conduce a risultati apprezzabili. Dalla semplice reazione ai ritmi e alle armonie passando per fasi diverse di partecipazione motoria, il bambino giunge a una comunicazione reale.

Facciamo in tal modo appello a sfere in cui il pensiero logico è inutile e in cui la sincronizzazione fra le strutture ritmiche con i movimenti del corpo ha luogo senza l’ intervallo di alcuna riflessione.

Ciò lo vediamo nei festeggiamenti e nelle merce militari .Ogni pensiero cosciente si trova in tal modo eliminato

Nei bambini autistici bisogna osservare le prime reazioni alla “prestazioni” musicali che cominciano con una certa difficoltà. Alcuni iniziano a dondolarsi a fare movimenti stereotipati, se si cede a queste esigenze di ripetizione, se si ammettono le stereotipie e le ossessioni del non- cambiamento, non è possibile alcuna progressione. Perché il bambino accetti le nostre proposte musicali come una sensazione organizzata che viene dall’esterno, ognuno ha bisogno di una “musica su misura”, quindi scoprire le caratteristiche musicali che corrispondono alla loro sensibilità. I bambini con disturbo grave di autismo sono in grado  di continuare i loro dondolamenti, ignorando il ritmo dello strumento, allora si possono usare altri strumenti musicali, si può cantare il proprio nome di battesimo. Si possono cantare ordini che verranno ascoltati.

Il ritmo è fulcro universale dell’espressione e della comunicazione, attraverso l’uso di strumenti a percussione e di altri strumenti più complessi,oppure attraverso l’ascolto di ritmi,suoni,melodie,armonie semplici o brani musicali più complessi.

Gli effetti fisiologici, affettivi e mentali, che il suono produce, contribuiscono a rendere più armoniosa l’unità psicofisica.

Nella filogenesi, l’espressione attraverso il suono, è anteriore al linguaggio umano strutturato.

IL dialogo che si instaura tra l’organismo e la musica, fa entrare in relazione il bambino con il suo corpo e favorisce l’armonizzazione con tutto il suo essere.

E’ importante ricordare che:

·                                                        Il ritmo è collegato alla vita fisiologica, alle energie che circolano nel nostro corpo ;

·                                                        la melodia ha influenza sulla vita emotiva, affettiva e psichica;

·                                                        l’armonia appartiene alla parte razionale della mente.

E cosi il ritmo mobilizza, la melodia incita al movimento, l’armonia lo coordina.

Il lavoro con ritmo, melodia e armonia è importante per:

·                                                        agevolare la coordinazione motoria;

·                                                        permettere l’espressione diretta delle emozioni senza la mediazione del linguaggio parlato;

promuovere il contatto sociale attraverso l’acquisizione di movimenti corporei più liberi e armoniosi.

Tutto ciò ci porta a stabilire il contatto visivo e a incoraggiare l’imitazione, per questo l’operatore deve essere sempre sicuro di quello che propone perché stabilire il contatto visivo porta al contatto fisico e da qui al contatto sociale.

Il dialogo sonoro rappresenta l’occasione per mettere in risalto alcuni degli aspetti specifici della comunicazione interpersonale, fra cui il processo di ricerca e di scambio di informazioni. Si tratta di processi che muovono dal principio di sintonizzazione ritmo-temporale all’osservazione e all’ascolto . La musica dunque, è una fonte di stimoli.

Il nostro udito ha la possibilità di due tipi di ascolto:

·                                                        ascolto centrale;

·                                                        ascolto periferico.

Nell’ascolto centrale, l’udito si concentra in una stretta fascia di informazioni e corrisponde ai processi di concentrazione analitica.

L’ascolto periferico, invece, è meno delimitato e corrisponde agli stati di ampliamento della coscienza.

Nel nostro caso, adoperiamo la musica per stimolare l’audizione periferica.

A ciò bisogna aggiungere che gli strumenti musicali sono tutti i corpi e gli oggetti che producono dei suoni .Primo fra tutti è il corpo e la sua voce  che è lo strumento musicale più completo.

Con i bambini autistici, però, non è possibile lavorare subito col proprio corpo,per cui,all’inizio, si ricorre all’oggetto intermediario,di solito si preferisce il tamburo, il cui suono è dato dalla vibrazione di una membrana tesa percossa dalle mani.

La musica di percussione è la musica più regressiva. Essa è considerata la più adeguata a ricreare l’atmosfera degli inizi della vita.

Gli strumenti, inoltre, quanto più primitivi e rudimentali sono ,tanto più profondamente esprimono il mondo interiore del bambino.

L’operatore, seduto di fronte al bambino con il tamburo al centro, lo invita a battere sullo strumento e, a sua volta, risponde al battito,realizzando una sinfonia conseguente.

Il dialogo sonoro attiva i neuroni “mirror”(a specchio) che facilitano l’apprendimento nell’infanzia .Esistono neuroni che pianificano un’azione,ma anche altri che rispecchiano un movimento (Rizzolatti 1997), quindi, richiede un gioco di specchio in cui ciascuno propone la sua fluidità cinetica, ciò significa ascoltare l’altro, comprenderlo, assumere temporaneamente i suoi punti di vista ed entrare in sintonia con le sue emozioni, rappresentate dal ritmo e della melodia.

Così i messaggi del bambino vengono riconosciuti e acquistano un significato razionale .Poi, si passa al battito delle mani, dei piedi,battito delle mani dell’operatore  con quelle del bambino, poi si introduce la vocalizzazione, le parole, le frasi semplici, associando ogni vocale o sillaba ad un battito sul tamburo.

All’inizio si richiede al bambino solo di battere mentre l’operatore batte e dice la parola tenendo in mano l’oggetto da denominare .In questo modo il bambino impara la lunghezza della parola,successivamente impara a riconoscere e a denominare l’oggetto.

Lavorare con il ritmo è importante. Perché?

Che cos’è il ritmo?

Il ritmo è una successione, ad intervalli regolari, di suoni più o meno intensi, per creare un ordinato sviluppo del discorso. Un ritmo troppo lento, distorto, insomma disarmonico, è sempre segno di una disarmonia del ritmo interiore . Ed è tipico del bambino autistico, per cui lavorare sul ritmo significa lavorare sia sull’immagine corporea che sull’espressione verbale. Inoltre, stare seduti l’uno di fronte all’altro, ossia faccia a faccia col bambino autistico, significa appunto l’imposizione del linguaggio dell’altro.