NAPOLI – Mentre il governo, con l’articolo 35 comma 1 quaterdecies del decreto legge 207/2008 (milleproroghe ), proroga al 31 dicembre 2009, il termine per la predisposizione di una rete nazionale di banche per la conservazione dei cordoni ombelicali (Biobanche), per la raccolta autologa, la conservazione e lo stoccaggio del cordone ombelicale da parte di strutture pubbliche e private, senza oneri per il Ssn, autorizzate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano, il consiglio Regionale della Campania ha approvato la legge regionale n. 3 del 5 febbraio 2009 “norme per l’organizzazione della banca regionale di sangue di cordone ombelicale (Basco)â€, con pubblicazione sul Bur – n. 10 del 16 Febbraio 2009, nell’ambito di quanto previsto dalla legge 21 ottobre 2005, n. 219, tese a promuovere ed incrementare la donazione del cordone ombelicale, la cui composizione di cellule staminali consente di riconoscerne la funzione di ausilio nella guarigione di pazienti affetti da leucemie e linfomi.
L’utilizzo delle cellule staminali di sangue placentare si pone come terapia complementare o alternativa al trapianto di midollo osseo. L’impiego di tale pratica è esteso, a scopo di trapianto, a pazienti adulti e in età pediatrica con patologie ematologiche neoplastiche e non. L’obiettivo della Banca di Sangue di Cordone Ombelicale (Basco) istituita nella Regione Campania con legge regionale 6 dicembre 2000, n.18, articolo 51, presso il Servizio immuno trasfusionale (SIT) del Pausilipon di Napoli, è quello di raccogliere e di criopreservare un numero costante di unità ematiche placentari, nella misura di tremila – cinquemila, in maniera da poter contribuire a livello nazionale al mantenimento delle unità stimate sufficienti per soddisfare la richiesta nazionale.
La BASCO è responsabile della qualità delle proprie unità raccolte e dei propri sistemi organizzativi e informativi, delle relative procedure di manipolazione e criopreservazione ed istituisce un proprio registro del sangue prelevato.
Presso l’assessorato regionale competente,invece, è istituito un archivio regionale che raccoglie e gestisce le unità conservate presso la banca e provvede alla loro immissione nei registri nazionali e internazionali.
La Regione Campania, inoltre, è impegnata nella promozione di una campagna informativa di sensibilizzazione alla donazione del cordone ombelicale con materiale informativo e divulgativo distribuito presso le farmacie, i medici di base, gli ambulatori ginecologici ed i consultori e nell’ erogazione di contributi alle aziende sanitarie regionali, nei limiti del cinquanta per cento della spesa complessiva, per l’acquisto di frigoemoteche e di attrezzature necessarie alla raccolta e conservazione del cordone ombelicale.
Le modalità di reclutamento delle donne donatrici volontarie devono essere codificate secondo protocolli nazionali, proposti dalle società scientifiche. Le future partorienti sono informate sulla possibilità di aderire al programma di donazione volontaria del sangue del cordone ombelicale dalle associazioni di volontariato, dai medici di medicina generale e dal proprio ginecologo di fiducia, che le indirizzano alla BASCO.
La donatrice dà il proprio consenso scritto dopo aver ricevuto adeguate informazioni sulle procedure. Il consenso prevede l’obbligo della donatrice, una volta aderito al programma, di sottoporsi ad accertamenti prima e dopo il parto secondo i protocolli previsti.
