
SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) – Sarà un pomeriggio di grande interesse quello di sabato 28 febbraio presso la libreria Edicolè in via Gallozzi a Santa Maria Capua Vetere. Jessica Arghimenti, professoressa di latino e greco presso il Liceo Classico Livatino a San Marco dei Cavoti in provincia di Benevento, presenta la sua ultima fatica letteraria: Questa casa non è una Reggia. A dialogare con la Arghimenti il giornalista Antonio Luisé, firma storica del giornalismo sportivo casretano e campano, e grande amante dei racconti in punta di penna e delle storie curiose e intriganti. Non è un caso che sia lui a presentare il nuovo libro della Arghimenti.
IL RITORNO
Dopo il successo della sua opera prima ” Voglio le calende greche”, la Arghimenti torna, quindi, in libreria con questa seconda serie di racconti decisamente godibile, intrigante e ricca di colpi di scena. Edito dalla Arpanet, casa editrice giovane e molto attiva in rete, Questa casa non è una reggia è una raccolta di sette racconti brevi, sette storie minute nelle quali accade un episodio minimo, in sé insignificante, ma capace di sconvolgere la giornata del protagonista o forse un tratto della sua esistenza.
In Menù casertano ad esempio Cecilia, vittima di una smodata tensione ad essere perfetta, prepara con cura maniacale la cena di inaugurazione della sua casa: le pietanze son quasi pronte, il deodorante per ambienti profuma nell’aria, sulla testa ha intrecciato le sue ciocche di capelli in uno chignon magnificamente riuscito, gli ospiti sono già tutti in fila al citofono a bussare. Ma qualcosa scoppia, nelle sue stanze e nella sua testa…
CASERTA AL CENTRO
Ancora una volta Caserta e la sua provincia fanno da sfondo alle storie dei personaggi così abilmente raccontati dalla Arghimenti . Anzi, la nostra terra sembra proprio che riesca ad assecondarne le loro manie o farle esplodere: per la giovane Alida, ne Il regalo, ossessionata dall’acquisto compulsivo di capi d’abbigliamento, l’unica Caserta possibile è quella delle vetrine luminose di via Mazzini, mentre per Sebastiano, nell’omonimo racconto personaggio mite e incapace di reagire alle prepotenze altrui, la città si fa una giungla dalla quale è possibile fuggire solo ritirandosi in una passeggiata solitaria per le vie silenziose del borgo medievale di Caserta Vecchia. Ma ci sono anche scorci di dimenticata bellezza, come quelli del centro storico di Santa Maria Capua Vetere attraversati in treno dall’avvocatessa che si reca al tribunale di Piedimonte Matese (ne L’Alifana) o quelli visitati dalla giovane Micaela che fa da guida turistica al real sito di San Leucio sulla collina sopra la città.
La misura narrativa nella quale esercita la sua penna è dunque quella del racconto colorato dalla caratterizzazione locale (ne La convocazione lo scenario di quella fiumana di docenti precari convocati appunto per le supplenze annuali non potrebbe d’altronde trovare teatro più vero che un liceo casertano). Un libro attuale, un libro nel quale è facile rivedersi, un libro che val la pena di leggere.
