Caserta, famiglia disprezzata dagli omosessuali. Eroiche le Sentinelle in piedi sabato a via Mazzini

CASERTA – E così anche in città sabato sera dalle 19 alle 20 in via Mazzini le Sentinelle in Piedi sono state attaccate, insultate con volgarità a sfondo sessuale, bestemmiate, minacciate, spintonate ed accerchiate dai “galantuomini” delle sigle LGBT –Lesbiche, gay, bisessuali e transessuali–, dai centri sociali e sigle comuniste provenienti da tutta italia. Da una parte, nel largo Sant’ Agostino 80 eroiche Sentinelle in Piedi, tutte casertane, che con la loro pazienza e signorilità hanno manifestato in primo luogo per la libertà d’espressione, diritto garantito dalla Costituzione italiana all’articolo 21 ma minacciato dal disegno di legge Scalfarotto che prevede l’introduzione del reato di “omofobia”, un vero e proprio reato d’opinione che punisce con una reclusione fino ad un anno e mezzo chiunque affermi, seppur col massimo rispetto per le persone omosessuali, che l’unica famiglia concepibile è quella tra un uomo ed una donna.

In secondo luogo hanno manifestato in difesa della famiglia, quella naturale –uomo, donna, figli–, e dell’importanza delle figure paterna e materna nell’educazione dei bambini contro ogni scaltro tentativo di ammissione all’adozione degli stessi da parte di coppie gay. Dall’altra parte della strada si sentivano soltanto fischi, urla, volgarità, odio intolleranza, rabbia, rancore da parte dei contro-manifestanti omosessualisti che contestavano innanzitutto la libertà di pensiero delle Sentinelle in Piedi, che in fondo non rappresentano altro che il pensiero della stragrande maggioranza del popolo italiano. Insomma, contestavano l’articolo 21 della nostra Costituzione con una mentalità talmente violenta ed intollerante da ricordare, senza esagerazioni, molto quella delle dittature nel XIX secolo, come quella nazista, o delle organizzazioni mafiose.

A metà della manifestazione i contromanifestanti LGBT, di una ipocrisia la più assurda, quella cioè per cui si ha libertà di espressione solo se ci omologa all’omo-pensiero dominante, hanno accerchiato e spintonato le indifese Sentinelle in Piedi che a mala pena sono state protette dalle forze dell’ordine dalla violenza verbale e dalla tentata violenza fisica. Uno degli aspetti più gravi del fanatismo LGBT consiste non solo nel vomitare volgarità sessuali davanti a passanti con bambini inermi, ma soprattutto nel fare terrorismo psicologico tentando di intimorire chi intende partecipare alle Sentinelle in Piedi. La libertà del nostro pensiero non può trovare nella rabbia e odio altrui un ostacolo, ma anzi uno sprone ad intensificare quella che è diventata a tutti gli effetti una battaglia culturale, laica senza dubbio poiché il concetto di famiglia appartiene al diritto naturale che è riconoscibile da tutti al di là delle varie confessioni religiose o appartenente politiche.

La libertà della nostra coscienza ci porta a rispettare profondamente la dignità della persona umana, anche al di là dei propri orientamenti sessuali, ma a maggior ragione ad amare la famiglia, cellula fondamentale di qualsiasi società, ed il diritto dei bambini a non diventare oggetto di desideri egoistici, ma a crescere ed essere educati da un padre e da una madre e «maturare con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva».