
Santa Maria Capua Vetere (Caserta) – “La coppia…e poi? La tutela dei bambini e dei ragazzi nella separazione”: questo il titolo dell’interessante convegno tenutosi venerdì scorso presso l’aula Gennaro Franciosi della Facoltà di Giurisprudenza della SUN a Santa Maria Capua Vetere, organizzato dall’Associazione Dià-logos e dal Centro per le famiglie Logos, in occasione della IV Settimana del Diritto alla Famiglia, promossa dalla federazione Progetto Famiglia Onlus. L’incontro ha visto dapprima una breve introduzione del dottor Rino Ventriglia, psicoterapeuta promotore dell’iniziativa, presidente Centro Logos e Associazione Dià-logos, il quale ha sottolineato come obiettivo dell’associazione da lui presieduta sia soprattutto la promozione della vita, ottenuta attraverso i tre concetti di: stima, rispetto e accoglienza reciproca; concetti base per il riconoscimento dell’unicità dell’altro. Tema del convegno, moderato con pacatezza e competenza dalla ginecologa, dottoressa Rita Della Valle, è stato invece il ruolo dei minori nelle conflittualità delle coppie separate. Per venire incontro alle esigenze di bambini e ragazzi, spesso unici capri espiatori di situazioni familiari difficili, “occorre – ha affermato ancora Ventriglia – creare dei laboratori dedicati, aperti a specialisti in vari campi, in grado di fare rete”. Di qui la necessità di ricorrere a giuristi, psicologi, psicoterapeuti e altre figure capaci, ognuna nel suo ambito di competenza, di fornire un contributo alla risoluzione di una problematica complessa e spesso poco considerata. Si sono quindi succeduti, sul palco dei relatori: Giovanni D’Onofrio, giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Raffaele Della Valle, avvocato, Carolina Rossi, psicoterapeuta, mediatrice familiare, Leopoldo Spinosa, psicoterapeuta e Carmela Cupo, psicologa dell’età evolutiva. Il Giudice D’Onofrio ha sottolineato come attualmente la posizione del minore, in passato non considerato o tenuto ai margini della coppia in contrasto, sia sensibilmente cambiata, essendo egli, a tutti gli effetti, soggetto di diritti. Oggi il minore ha finalmente una voce e va ascoltato. L’audizione cambia il ruolo del giudice, che ha l’obbligo di fare rete con la figura del mediatore, per responsabilizzare i genitori sui loro doveri e definire i reali diritti del minore. “Si può parlare – ha concluso D’Onofrio – di codificazione del diritto alla felicità del minore”. L’avvocato Della Valle, nel sottoscrivere quanto esposto da D’Onofrio, ha aggiunto che il comportamento deontologico dell’avvocato, in questi casi, deve esulare dalla normale routine, ponendo al primo posto il rispetto della figura del minore, anche con l’ausilio del mediatore. Su quest’ultima figura si è invece soffermata la dottoressa Rossi, la quale ha specificato come “la mediazione familiare sia uno spazio d’incontro in ambiente neutrale, necessario per ricreare un dialogo e ricostruire la corresponsabiltà genitoriale. Essa deve essere intesa come una pausa costruttiva, scorporata dall’ambito strettamente giudiziario”. Il dottor Spinosa ha quindi parlato dell’evoluzione della coppia, dalle fasi dell’innamoramento a quelle della separazione, fasi recepite dal bambino, il cui comportamento (v. “Le spie rosse dell’amore” di Rino Ventriglia) non va sottovalutato, ma anzi deve rappresentare un campanello d’allarme per la crisi di coppia. In conclusione, la dottoressa Cupo ha illustrato un percorso pratico di psicoterapia, applicata al caso di un bambino di otto anni, con gravi problemi di socializzazione. Al termine dell’incontro, la dottoressa Della Valle, nel ringraziare l’attenta platea, ha giustamente auspicato che i temi trattati possano rappresentare un primo seme, da curare e far germogliare, per venire incontro e dare voce alle tante piccole vittime inascoltate e spesso invisibili della cattiveria e dell’egoismo degli adulti.
