CAPODRISE – Non si è ancora spento a Capodrise l’eco della festa del novecentenario della fondazione della chiesa di San Donato. Ne parliamo con l’architetto Giovanna Sarnella, direttrice dell’Archivio storico diocesano e maggiore studiosa della storia casertana che, negli atti della giornata di studi per il Novecentesimo anniversario della Bolla di Senne, ha curato il capitolo riguardante proprio la chiesa di Capodrise. Già la settimana scorsa abbiamo trattato l’argomento ma, purtroppo, è saltata la citazione da ricondurre esclusivamente agli studi della dottoressa Sarnella.
Un lavoro, quello della dottoressa Sarnella, iniziato nel 1997 quando fu scelta dagli editori dell’enciclopedia storico–geografica “Bonechi” (interessati a ripercorrere il territorio campano) per presentare le bellezze di Terra di Lavoro. “Ricorreva il cinquantenario della costituzione del Comune di Capodrise – racconta l’architetto Sarnella – e il sindaco di allora, Antony Acconcia, coordinò un gruppo di studiosi, tra cui la sottoscritta, per scrivere, in italiano e in inglese, “Capodrise, guida storico–artistica”.
Partendo da questi contenuti – prosegue la storica – a distanza di anni, sono riuscita a reperire altre documentazioni dando ulteriori contributi inediti per la ricostruzione della storia delle chiese di Capodrise». Preziosi contributi presentati nel febbraio scorso durante la giornata di studi per l’anniversario della Bolla di Senne, tenutosi nella sala conferenze della Biblioteca del Seminario vescovile di Caserta. “La chiesa di San Donato – si legge nel capitolo “In loco Capitrisi ecclesiam Sancti Andreae et Sancti Donati!, a cura della dottoressa Giovanna Sarnella – è di fondazione bimillenaria, già esistente nel 1113, in quell’area rurale che certamente nei secoli trascorsi fu abitata da case sparse di coltivatori della terra, assolvendo i suoi compiti spirituali, munita di una torre campanaria al di sopra dell’ingresso centrale come altri esempi nella piana campana.
Quel che sconcerta è il suo abbandono avvenuto dopo la fondazione della seconda parrocchia di Capodrise, perché ancora negli anni Trenta risultava in buono stato di conservazione, anche se si officiava soltanto nei mesi estivi. Le due devozioni a San Donato e Santa Monica hanno sollecitato la realizzazione di dipinti ad affresco (secoli XVI) in loro onore dei quali rimangono poche tracce sui muri cadenti”. Il volume, attualmente conservato nella biblioteca diocesana, è stato presentato il mese scorso.
