CAPODRISE- È tempo di festa a Capodrise per il novecentesimo anniversario della fondazione della chiesa di San Donato. Le celebrazioni sono organizzate dalla parrocchia dell’Immacolata Concezione, guidata da don Antonio Piccirillo e patrocinate dall’amministrazione comunale di Capodrise. In occasione della festa di San Donato, la comunità parrocchiale ha stilato un ricco programma di eventi che hanno preso il via il 22 ottobre scorso, quando ricorre la festa liturgica del santo. Domani, sabato 26 ottobre, alle 15.30 è previsto il raduno dei partecipanti per dare inizio, alle 16, ai solenni festeggiamenti con il mercatino e i giochi per bambini animati dai gruppi parrocchiali. Alle 18 ci sarà il saluto delle autorità cittadine e a seguire, alle 19.30 ci sarà lo spettacolo musicale dei gruppi presenti in parrocchia. Domenica, invece, don Antonio Piccirillo celebrerà la santa messa nella parrocchia dell’Immacolata Concezione anche in ricordo dell’anniversario della visita delle reliquie di San Pio da Pietrelcina a Capodrise. Tutte le celebrazioni e gli incontri si svolgeranno nella zona dei ruderi dell’antica chiesa di san Donato e santa Monica, citata già nella Bolla di Senne. La chiesa di San Donato, è di fondazione bimillenaria, già esistente nel 1113, in quell’area rurale che certamente nei secoli trascorsi fu abitata da case sparse di coltivatori della terra, assolvendo i suoi compiti spirituali, munita di una torre campanaria al di sopra dell’ingresso centrale come altri esempi nella piana campana. Quel che sconcerta è il suo abbandono avvenuto dopo la fondazione della seconda parrocchia di Capodrise, perché ancora negli anni Trenta risultava in buono stato di conservazione, anche se si officiava soltanto nei mesi estivi. Le due devozioni a San Donato e Santa Monica hanno sollecitato la realizzazione di dipinti ad affresco (secoli XVI) in loro onore dei quali rimangono po¬che tracce sui muri cadenti. La chiesa ha l’interessante presenza di due absidi ancora visibili all’esterno, che corrisponderebbero a due navate, mura antiche che ci affascinano perché ci conducono nella sua misteriosa antica fondazione. Le due absidi sono della medesima manifattura? Oppure sono state costruite in tempi diversi? A questi interrogativi bisogna rispondere con un’indagine storica stratigrafica, con un puntuale rilevamento di tutti gli elementi murari, pavimentali, con una attenta analisi degli affreschi (non bastano i rilievi fotografici), con un diserbamento scientifico chimico e non a strappo. L’indagine storiografica e il rilevamento puntuale devono mirare in primo luogo alla conoscenza reale di ciò che resta del piccolo complesso monumentale, il secondo al suo utilizzo. La chiesa è stata sempre meta di pellegrinaggi e devozione.
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