SAN FELICE A CANCELLO (Caserta) – All’alba di oggi i carabinieri della compagnia di Maddaloni (Caserta) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Clemente Massaro, 32 anni, nipote dell’omonimo capoclan di San Felice a Cancello con l’accusa di estorsione e incendio; Gaetano Palladino, 32, imprenditore con l’accusa di corruzione e simulazione di reato e Vincenzo Cordiale, 52, sostituto commissario di polizia con l’accusa di corruzione.
Le indagini sono scaturite dall’incendio doloso di due supercar di proprieta’ degli imprenditori Gaetano Palladino e Egidio Palladino ad opera di persone non ancora identificate. L’incendio e’ avvenuto nella notte tra il 2 e il 3 settembre dello scorso anno ad Arienzo. Attraverso le attivita’ investigative poste in essere dai carabinieri sarebbe emerso che l’attentato incendiario fu commissionato da Clemente Massaro con finalita’ estorsive e per il controllo del racket dei videogiochi.
Ai due commercianti Clemente Massaro aveva infatti imposto la cessione gratuita di alcuni flipper e slot machine ma al loro rifiuto si era vendicato facendo incendiare le due auto per poi ritornare alla carica per ottenere i videogiochi senza ottenere nulla.
Secondo gli investigatori Gaetano Palladino per vendicarsi della ritorsione subita avrebbe corrotto con regali di buon valore il sostituto commissario Vincenzo Cordiale in servizio presso la Questura di Caserta chiedendogli di intervenire d’ufficio per sequestrare le
sale giochi gestite o controllate da Clemente Massaro. Il funzionario di polizia avrebbe promesso il proprio interessamento in cambio di un computer portatile, un televisore e un telefonino per un valore complessivo di 1.200 euro che ritirava in un negozio di Santa Maria a Vico mentre il conto lo avrebbe pagato Gaetano Palladino.
