CASERTA – Nasce il Museo del Real Belvedere di San Leucio. Il Commissario straordinario del Comune di Caserta Piero Mattei ha, infatti, firmato oggi la delibera che istituisce il Museo e approvato il relativo regolamento. Il Museo rientra nel progetto di valorizzazione e promozione turistica dei beni monumentali della città di Caserta.
Una bella notizia per la città di Caserta che spera a questo punto di poter attrarre risorse finanziarie da questa realizzazione museale. Infatti, come dichiara lo stesso Commissario Mattei “l’obiettivo successivo sarà quello di acquisire dalla Giunta Regionale della Campania lo status di Museo di interesse regionale, attribuzione necessaria anche per ottenere l’accesso ai finanziamenti regionali di settore”.
Senza dubbio il Commissario straordinario tra breve non ci sarà più essendo vicine le elezioni comunali. E sarà allora compito del futuro sindaco di Caserta fare in modo che questo Museo diventi di interesse regionale per ottenere i necessari finanziamenti regionali di settore. Un passo in avanti sotto il piano della Cultura con la c maiuscola che al momento sembra un po’ in affanno a Caserta dove attende ancora di essere aperta la famosa biblioteca multimediale nell’ex macello di Via Laviano nei pressi dello Stadio del Nuoto, mentre quella vecchia di via Roma è chiusa da diverso tempo per problemi di sicurezza. Al Chiostro di Sant’Agostino poi i lavori sono fermi da un bel po’ di tempo anche se risulta essere funzionante al primo piano la Biblioteca Tescione mentre l’Emeroteca è collocata al momento nei locali dell’Assostampa Caserta. L
’istituzione del Museo del Real Belvedere di San Leucio rappresenta certamente una boccata d’ossigeno per un malato che si chiama Cultura che sta quasi morendo di asfissia. La speranza è che la situazione cambi radicalmente perché il Capoluogo ha bisogno come il pane di spazi pubblici dove si faccia Cultura. Lo storico Cinema San Marco in corso Trieste aperto per la prima volta nel lontano 1955, è chiuso da troppo tempo. Mentre il Teatro comunale in via Mazzini sembra essere l’unica valvola di sfogo culturale. Di spazi se ne sono liberati: basti pensare alla ex Caserma dei Vigili del Fuoco sull’Appia che potrebbe essere riutilizzata per fini culturali e alla ex Caserma Sacchi dove si potrebbero ricavare altri spazi di aggregazione per i tanti giovani casertani al momento assiepati nei bar diventati il loro luogo di ritrovo abituale. Alla frazione di San Benedetto c’è un bene militare dismesso che si chiama ex Calzaturificio sul quale in passato, a differenza della ex caserma Sacchi, il Comune non ha mostrato interesse all’acquisizione al patrimonio municipale e sta lì a marcire. La lista sarebbe veramente lunga.
Tornando al Museo del Real Belvedere di San Leucio, quest’ultimo ha sede nel Complesso Monumentale Belvedere di San Leucio e, come definito dall’articolo 2 del Regolamento, è suddiviso nelle sezioni: Settore della seta e dell’archeologia industriale, compresa la “Casa del Tessitore”; Settore dei “Borbone”, ossia l’Appartamento Storico; Settore dell’Edificio, ossia il Museo dell’Opera; Giardini; Settore Restauro del Tessuto; Settore Didattica con attività di formazione operai; Area Marketing, per la commercializzazione della seta; Sale per attività espositive. Del Museo sono inoltre strumenti ed attività integranti: la biblioteca e l’archivio storico-documentale e fotografico, per costituire idonei mezzi di studio e di conoscenza nel campo dell’archeologia industriale e della storia dei Borbone, con particolare riferimento ai monumenti ed alla storia della città e della regione; le mostre e le manifestazioni organizzate dal Museo, a scopo culturale, didattico, turistico; l’attività didattica per alunni di scuole di ogni ordine e grado; l’attività di promozione, valorizzazione e commercializzazione del prodotto seta, anche in collaborazione con la Sezione Tessili di Confindustria di Caserta; la creazione di un’attività di sinergia con le altre realtà borboniche di interesse turistico-culturale, quali la Reggia, l’Acquedotto Carolino e la Reggia di Carditello.
