SANTA MARIA LA FOSSA (Caserta) – Una centrale a biomasse su un terreno confiscato alla camorra. Questa e’ la proposta avanzata in un vertice che si e’ svolto in prefettura a Caserta tra il direttore dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata, Mario Morcone, il prefetto Ezio Monaco, dirigenti territoriali Enel e Valentina Sanfelice di Bagnoli, presidente Nazionale dei Giovani Imprenditori della Confapi.
Il bene in questione è quello dell’azienda agricola “La Balzana” di Santa Maria la Fossa, composta di 220 ettari di terreni. Secondo quanto ricostruito nel processo nato dall’inchiesta ’Spartacus’ contro i Casalesi, “La Balzana” fu venduta dall’azienda Cirio e acquistata nella meta’ degli anni ’90 dai massimi vertici dell’organizzazione, i boss Francesco Schiavone e Francesco Bidognetti, per oltre 10 miliardi di lire.
Dal gennaio 2010, mese in cui la sentenza Spartacus e’ diventata definitiva, i due terzi dell’azienda agricola, quelli che e’ stato possibile acquisire allo Stato, sono rimasti improduttivi. Questa e’ la prima ipotesi avanzata per un riuso della tenuta.
Una parte dei terreni verrebbe destinata – stando alla bozza del progetto – all’agricoltura, con la restaurazione di alcuni ruderi in maniera da ricavarne scuole di formazione professionale. Poi, nella parte che confina con la discarica di Ferrandelle, potrebbe sorgere una centrale di biomasse che utilizzera’ gli scarti dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’ industria con impatto ambientale pari a zero.
Inoltre e’ stata avanzata l’ ipotesi che in un’altra parte de “La Balzana” potessero sorgere impianti per convertire l’energia solare in energia elettrica con moduli fotovoltaici. “E’ un progetto ambizioso – spiega il sindaco di Santa Maria La Fossa, Antonio Papa, a conclusione dell’incontro – che non soltanto aiuterebbe l’ economia del paese ma seguirebbe anche la strada del risanamento ambientale”. Il passo successivo sara’ quello di redigere un progetto che verra’ presentato al Ministero dell’Interno e alla Regione Campania. L’incarico e’ stato dato al prefetto Morcone.
I fondi per realizzare la centrale verranno poi attinti dai Pon. Alla riunione hanno partecipato la Regione con il prefetto delegato Franco Malvano, la Provincia di Caserta con Natale Argiro’, delegato del direttore dell’ osservatorio legalita’ presso provincia, esponenti della Cia, della Coldiretti di Caserta, della camera di commercio, della Lega coop nazionale e delle associazioni Libera e Don Peppe Diana.
