NAPOLI – Otto imputati, tutti condannati questo
pomeriggio con rito abbreviato davanti al gup Maria Gabriella
Pepe del tribunale di Napoli nel “processo madre” Eco 4, il
procedimento che ha coinvolto Sergio Orsi, socio dell’azienda
privata che si e’ occupata della raccolta dei rifiuti in
provincia di Caserta nell’ambito del consorzio pubblico-
privato Ce4. Si tratta del processo nato dal filone principale
dell’inchiesta che ha portato alla luce l’infiltrazione
camorristica nelle aziende vincitrici delle gare d’appalto per
la gestione del ciclo dei rifiuti in Campania. Le dichiarazioni
del pentito Gaetano Vassallo aprirono il fronte investigativo
da cui sono nate le indagini che hanno svelato i legami tra
rifiuti, camorra e politica e che hanno coinvolto anche l’ex
sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, deputato Pdl,
destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il
processo riguarda la gara d’appalto che, stando al pm, era
stata costruita su misura per la societa’ dei fratelli Orsi –
sostenuti dal clan dei Casalesi, fazione bidognettiana – ai
danni della ditta concorrente di Nicola Ferraro. Sergio Orsi,
difeso dall’avvocato Mario Griffo, e’ stato condannato a 4 anni
e 8 mesi di reclusione. Il pm Alessandro Milita della Dda di
Napoli aveva chiesto per Orsi una condanna a 12 anni e gli
aveva contestato 8 reati: associazione per delinquere di stampo
mafioso, concorrenza illecita, turbativa d’asta, intestazione
fittizia di beni, riciclaggio, due truffe ai danni dello Stato
e illecita concorrenza. L’imprenditore di Casal di Principe –
al quale la camorra ha ucciso anche il fratello, Michele, nel
giugno del 2008 – e’ stato assolto dalla truffa relativa al
noleggio dei mezzi di Vassallo. Le altre condanne sono per
Mario Cavaliere (3 anni e 4 mesi), Annamaria Giarra – ex moglie
di Augursto La Torre – (2 anni), Massimiliano Miele –
fedelissimo del camorrista Luigi Guida detto o’drink – anni 4 e
10 mesi; Esterina Pagano (3 anni e 4 mesi), Giuseppe Valente –
gia’ presidente del consorzio Ce4 – (4 anni e 2 mesi); e
Gaetano Vassallo – attualmente collaboratore di giustizia (3
anni e 4 mesi a fronte di una richiesta di 2 anni del pm). I
reati contestati a Claudio Di Biasio, funzionario del
commissariato straordinario per la gestione rifiuti – imputato
nel processo – sono stati ritenuti prescritti. Altri imputati
che non hanno chiesto il rito abbreviato – tra cui il boss
Francesco Bidognetti, il figlio Aniello, Enrico Verde e altri –
sono stati rinviati a giudizio davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere
