Caserta, ambulanze senza medici a Mondragone: un servizio non reso

MONDRAGONE (Caserta) – Ambulanze prive di personale medico specializzato, superficialità e spreco nell’amministrazione sanitaria, e a pagare sono gli utenti.

Arriva la nuova stagione e tornano i vecchi problemi, quelli di sempre, anche per gli operatori sanitari. Come tutte le cose che purtroppo non funzionano nel casertano, anche la nostra sanità ne andrà a soffrire. Ne parliamo continuamente, per mettere in luce tali problematiche, ma alla fine esse restano.

Stavolta l’allarme è lanciato dagli operatori delle ambulanze di Mondragone, zona turistica che conta nei periodi estivi, un bel numero di visitatori. Con l’aumento della popolazione, che si ferma per le vacanze estive nel territorio, aumentano il fabbisogno di ciascuno di sicurezza, il sapere che  in casi di emergenza, ci saranno operatori sanitari pronti ad aiutarli.

E qui purtroppo sorgono i problemi. Sì perché a Mondragone, cittadina di 26.965 abitanti, quattro ambulanze con a bordo infermieri e autisti, si prevedono quattro medici, ma non ci sono.

Figura di rilievo specie nelle grosse emergenze sanitarie, che però resta invisibile.  Non per un dono particolare, bensì proprio per la cattiva gestione del servizio. Ma sul luogo dell’emergenza accade anche questo: arrivati sul posto,  i familiari, gli amici o parenti del paziente, cercano il medico, ma questo è latitante, allora finisce anche che gli operatori, che nonostante la mancanza del personale medico accorrono per profondere il loro dovere e rendere il proprio aiuto, finiscono per essere aggrediti, picchiati e vittime di ingiurie.

Senza contare il flusso turistico che si sta avvicinando con la bella stagione, la popolazione aumenta tre volte tanto e le urgenze anche. Nelle emergenze gravi, non resta che portare i pazienti al pronto soccorso, poiché gli infermieri non hanno facoltà di fare diagnosi, solo i professionisti possono farlo.

Il punto è che, i dottori ci sarebbero ma sono stati esonerati dal servizio, nonostante vengano retribuiti a prezzo pieno, essendo in attesa di una commissione di valutazione che stabilisca l’idoneità del medico ad operare in tale  contesto. Se la nostra sanità soffre di crisi, di tagli, di revisioni, di debiti, c’è chi invece sperpera il denaro pubblico, si parla di sprechi e si pagano medici per un servizio che non fanno.

Gli operatori da parte loro, hanno fatto presente al dirigente del 118, il dott. Mannella ed al dirigente dell’Asl Antonio Gambacorta,  la grave difficoltà in cui versano e la pericolosità in cui si ritroverebbe l’intera struttura sanitaria, in caso di grosse emergenze gestite con tale superficialità.

Ma fino ad ora non è stato adottato alcun provvedimento per risolvere le incombenze.  Se la questione non sarà risolta prima dell’estate, si prospettano gravi conseguenze per la sanità locale, che andrebbe ad essere visto in una più ampia ottica.

Gli operatori saranno già impegnati a sostituire eventuali assenti per ferie, con doppi turni e straordinari,  che poi manchi un medico a bordo dell’ambulanza sarà un disastro, sarebbe il caso dunque, che i dirigenti risolvessero le gravi incongruenze esistenti.