CASAGIOVE (Caserta) – Raccapricciante morte di un 51enne, rinvenuto all’interno del garage di casa, senza vita. Vincenzo Di Maio, nato il 28 settembre 1959, viveva in uno degli appartamenti di proprietà della famiglia, tutti in una sola villetta, divisa con gli anziani genitori, il fratello e la sorella.
Conosciuto per il suo lavoro
Vincenzo lavorava l’alluminio, porte, finestre, infissi vari ed aveva allestito un laboratorio sotto il fabbricato, una stanza attrezzata per il lavoro. Questa mattina, l’uomo è sceso come tutti i giorni per andare al lavoro. Ha salutato come tutte le mattine il solito vicino e si è chiuso in garage.
La moglie è scesa e ne ha scoperto il cadavere
Verso le 10.30 circa, la moglie è scesa per parlare con lui ed ha trovato il corpo del marito riverso a terra accanto al tavolo da lavoro. La poveretta sotto shock, ha iniziato ad urlare disperata e sono accorsi i vicini ed i familiari.
In preda al panico, la donna ha allertato la Centrale Operativa del servizio 118 di Caserta e l’ambulanza è accorsa immediatamente sul posto. Il medico di bordo all’ambulanza ha potuto solo constatare il decesso dello sfortunato. Nel vico della disgrazia la gente è venuta fuori dalle abitazioni, incredula e sgomenta. Il povero Vincenzo era conosciuto e stimato da tutto il vicinato.
Le indagini della polizia
Sul posto sono arrivati gli agenti della squadra mobile, comandati dal commissario Rodolfo Ruperti e della Volante di Caserta, coordinati dal vicecommissario Cicatiello. Le indagini sono cominciate sin da subito in quanto la morte dell’uomo sembrava un mistero. L’ipotesi della morte naturale, è stato esclusa subito, poiché l’uomo aveva un foro in fronte che aveva lasciato una macchia. Le ipotesi erano molte e gli inquirenti tentavano di capire la dinamica del decesso. Dopo alcune ore di verifica e interrogazione dei testimoni, gli inquirenti hanno accertato che probabilmente si e’ trattato di suicidio.
L’arma: una sparachiodi
L’arma usata sarebbe un pericoloso arnese che si trovava sul tavolo da lavoro, ossia una sparachiodi ad aria compressa. Gli investigatori hanno chiamato l’ex dipendente del Di Maio, per provare il suo funzionamento, ma questa risultava incastrata. Inoltre l’uomo non era in grado di maneggiarla poiché l’ex padrone, non gli permetteva di usarla definendola estremamente pericolosa.
Un uomo perbene
Vincenzo Di Maio era un uomo perbene, una famiglia unita, una bella casa e due figli ancora piccoli che in quel momento si trovavano a scuola. Un lavoro che andava bene, un motivo apparentemente non sembra esserci dunque. Ma pare che, a convincere gli investigatori, sia stato il modo in cui l’arnese, lo abbia colpito alla fronte, creando un foro con un’uscita verso la nuca.
Pare che il 51enne si sia posizionato in modo da non sbagliare mira e così è stato. Il colpo è stato fatale, il poveretto è spirato subito, sotto atroce dolore. Incredibile che nessuno abbia sentito niente. Il corpo del Di Maio è stato trasportato all’istituto di medicina legale dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta in attesa di una visita autoptica disposta dal pm di turno alla Procura di Santa Maria Capua Vetere.
