Caserta, la 32 esima Sagra della mozzarella affidata alla compagnia di Masetti

CANCELLO ED ARNONE (Caserta) – Anche per l’edizione della 32 esima sagra della mozzarella, l’organizzazione artistica è stata affidata alla recanatese Compagnia di Efesto di Vincenzo e Maurizio Massetti. “L’edizione di quest’anno vuole essere sensazionale nel suo riferirsi a quella che è la memoria, la memoria storica, la tradizione, la cultura popolare del luogo con tutti i suoi riferimenti anche mitologici al discorso del territorio” ci ha dichiarato Vincenzo Massetti.

Come divinità fluviale o come divinità legata al vento caldo del sud est, tutto il mondo antico ha visto in Volturno — dagli etruschi ai romani — una divinità legata al territorio, secondo la tradizione religiosa legata all’ambito agreste, tipica dei culti indigeni mediterranei. Padre della ninfa Giuturna, deve alla sinuosità del suo corso acqueo il nome ed è considerato il protettore dei corsi d’acqua, dei viaggi e dei commerci.

Come culto agreste si lega a tutti i riti propiziatori della ciclicità produttiva della terra e le stesse Volturnalia erano una festa di spiccata coloritura agraria, dove si prefigurava e si assicurava la fecondità attraverso il fluire delle acque e la fortuna dell’anno floreale che stava per venire.

Il rapporto ineludibile tra acqua e terra trova una sua dimensione nelle ritualizzazioni agostane del VI mese, Sextilis, legate alla vendemmia primiziale, all’immagazzinamento del farro (in età mitica, corrisponde al ratto delle vergini, che figura il distacco dalla casa paterna e che precede il rito del fidanzamento).

Il ‘ratto’ del farro, i sacrifici di cavalli (simbolo di potenza fecondante ed infera) riportano tutto il periodo di fine sextilis alla Madre Terra a cui viene sottratto il prezioso cereale e nascosto nei sotterranei magazzini.

C’è così un aspetto fondamentale di questa rituale ciclicità: il rapporto ctonico. Cioè la discesa rigenerante agli Inferi, il collegamento col mondo dei vivi-morti. Tutti i grandi eroi e Dei discendono nel mondo dei Morti per cercare un rapporto psicopompo e per dare luogo ad una nuova vita.

E’ la stessa sorte del seme nella germinazione che si annulla per trasformarsi in pianta. L’idea della morte che aiuta a rigenerare la vita è comune à tutte le popolazioni (il passaggio nel deserto, le acque mortifere del Mar Rosso, le acque battesimali, la morte di Cristo, la morte del Toro sacrificale nel Mitraismo, le acque dell’Eufrate che accolgono Marduk e Tiamath etc.). Sono acque anche uterine, materne.

Di una Madre feconda e prospera, capace di generare e nutrire. E’ questo il quid specifico di Cancello ed Arnone: la produzione lattiero casearia affonda nella storia, ne rappresenta la socialità e la memoria, prima che il target.

E questi sono i motivi portanti del Progetto che Maurizio e Vincenzo Massetti della Compagnia di Efesto svilupperanno nei due giorni della sagra, cui è stato dato il nome di Via Lattea.

La traduzione di questi motivi in altrettanti momenti di spettacolo avverrà con Compagnie professionali i cui interventi saranno tutti legati, nel teatro, nella musica e nella danza, a questi aspetti antropologici della società e della cultura mediterranea.

Ma l’intento resta univoco: l’acqua e il fuoco, il ritmo, il mito dovranno accompagnare in un itinerario appassionato ed emozionante in quei luoghi per far rivivere ancora l’antica sapienza di una Madre Terra assopita, ma nutrice generosa, e di un dio impetuoso e sinuoso, Volturno.

ll programma che si articolerà nei gg. 08 e 09 agosto 2009 prevede momenti in itinere sul tema o generici, tali da aiutare il flusso del pubblico tra Cancello ed Amone, ed appuntamenti centrali di spettacolo di grande valenza e richiamo.