PIEDIMONTE MATESE (Caserta) – Un maxiblitz dei Carabinieri stamattina all’alba, ha messo fine ad una catena di sfruttamento di manodopera clandestina, con la conseguenza di una raffica di arresti, denunce e sequestri da parte dei militari dell’Arma delle Stazioni dei Comuni dell‘alto casertano.
L’operazione dei carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese (Caserta), al comando del capitano Salvatore Vitiello, è stata finalizzata a contrastare il fenomeno dell’immigrazione e dello sfruttamento della manodopera clandestina e il favoreggiamento delle varie tipologie di reato connesse a tali fenomeni.
Ad entrare questa volta in azione, sono stati i militari delle Stazioni di Alvignano (Caserta), San Gregorio (Caserta), Alife (Caserta), Ailano (Caserta) e quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile di Piedimonte Matese, diretti rispettivamente dal Luogotenente Nicola Marsilio e dai marescialli Giovanni Orsi, Andrea Porto, Giuseppe Ratta e Giuseppe Calabrese, i quali hanno setacciato palmo a palmo numerosi comuni del comprensorio matesino e dei territori limitrofi.
Il bilancio definitivo del maxi-blitz è di tre persone arrestate, otto denunciate in stato di libertà e l’esecuzione di un importante sequestro. Le tre persone finite in manette sono tre extracomunitari, Gursevak Vijay, 26 anni, di origine asiatica, e Alabirai Abdulah, 23 anni e Musah Danlab, 25 anni, entrambi di origine nordafricana. Sul loro conto i Carabinieri hanno scoperto che pendevano provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale a cui non avevano mai ottemperato.
Pertanto nei loro confronti, è stato inevitabile l’arresto per violazione alla normativa vigente in materia di immigrazione, meglio conosciuta come legge Bossi-Fini. Altri sette extracomunitari, J. S. 29 anni, M. S. 33 anni, G.J. 34 anni, tutti di origine asiatica e K. S. 25 anni, M.N. 36 anni, T.K. 28 anni, H. A. 33anni, di origine nordafricana, sono stati fermati ed accompagnati in caserma poiché risultavano privi di regolare permesso di soggiorno. Nei loro confronti è scattata una denuncia e sono state avviate le previste procedure di espulsione.
Nel corso delle operazioni ad Alvignano, i militari della locale stazione, hanno scoperto che il titolare di una azienda, aveva dato occupazione ad alcuni immigrati clandestini senza alcuna forma di regolare assunzione o di assistenza, pertanto è stato deferito per sfruttamento della manodopera clandestina e favoreggiamento della loro permanenza illegale sul territorio nazionale.
All’interno dell’azienda, i militari hanno anche proceduto al sequestro cautelativo, per motivi igienico-sanitario, di oltre un quintale di prodotti caseari che erano in fase di lavorazione. Le indagini comunque, non sono concluse e nei prossimi giorni non si esclude ulteriori clamorosi sviluppi.
