MARCIANISE (Caserta) – I tanti furti d’appartamento che si sono verificati nelle ultime settimane, potrebbero essere opera di una banda di albanesi, di cui uno dei componenti, è stato arrestato questa notte dagli agenti del commissariato di Marcianise.
Alle 4.20 della notte scorsa circa, personale del commissariato di Marcianise, hanno arrestato un pregiudicato albanese Zenel Miftari, 25 anni, nullafacente, senza fissa dimora e sprovvisto di permesso di soggiorno, con vari alias. Il Miftari è stato scoperto in flagranza mentre stava perpetrando un furto nell’abitazione di C.S., 63 anni, residente in via Ticino a Marcianise, mentre il poveretto dormiva insieme alla sua famiglia.
Telefonata anonima
Il tentativo di furto è stato sventato grazie ad un anonimo che, accortosi di un rumore strano intorno alla casa, ha chiamato il 113 della Questura di Caserta, segnalando delle presenze sospette. La pattuglia del commissariato locale, comandato dal commissario Ettore Cecere, si è portata immediatamente sul posto cogliendo in flagranza il rapinatore.
Non si escludono probabili complici
Non si esclude che l’uomo stesse lavorando insieme a dei complici che si sono dati alla fuga all’arrivo della polizia. Sul posto è stata recuperata un’ auto Toyota Jaris, risultata rubata il 23 febbraio scorso a Frosinone, con la quale il giovane era giunto sul posto. Nella stessa notte del 23, si sono susseguiti una serie di furti d’appartamento con all’interno i proprietari. Nell’auto erano nascosti gli attrezzi che erano serviti allo scasso ed all’effrazione.
Trovata parte della refurtiva nelle tasche
Il pregiudicato è stato sottoposto a perquisizione personale ed è stato trovato in possesso della refurtiva che, al controllo, è risultata proveniente di altri due furti in due appartamenti, avvenuti nella stessa notte e con le stesse modalità , ai danni di R.I. 32 anni e del padre di quest’ultima, F.I, 67 anni, residenti in via Casella.
Anche un altro furto avvenuto a Marcianise, pare che sia riconducibile al Miftari. Poiché però, non è stata trovata la refurtiva sul posto, si suppone che con lui vi erano altri complici. Su questi aspetti è già al lavoro la Polizia scientifica per verificare le impronte lasciate nel corso dell’ultimo furto. Dopo le formalità del caso, la refurtiva è stata restituita ai legittimi proprietari ed il pregiudicato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere a disposizione dell’autorità giudiziaria della Procura della Repubblica.
I cittadini ringraziano con rinnovata fiducia
I cittadini ringraziano, anche la famiglia che stava per essere derubata, ha ringraziato la polizia per essere accorsi temepestivamente. Potrebbe essere stato diverso l’epilogo della rapina, sarebbe potuta sfociare in tragedia. Probabilmente, ora i cittadini hanno una nuova rinnovata fiducia nelle forze dell’ordine.
