CASERTA – La giunta distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati è intervenuta sulla questione dello spezzettamento degli uffici di Procura destinati alle indagini sulla criminalità organizzata – leggi Dda a Santa Maria Capua Vetere – e ribadisce il suo no ma spezza una lancia in favore dei colleghi della Procura della provincia di Caserta sollecitando il ministero della Giustizia affinché potenzi e migliori l’apparato investigativo di un circondario che è tra i più pericolosi d’Italia per quantità e qualità dei reati commessi.
La nota
Nella nota, l’Anm «esprime preoccupazione per il prospettato intervento legislativo volto all’introduzione di una sezione distaccata della Dda presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, iniziativa, comunque, che allo stato risulta accantonata. Allo stesso modo – sottolinea il documento – ove voglia ipotizzarsi la creazione di una autonoma Corte d’Appello, il nuovo ufficio mai potrebbe essere la risultanza di una mera divisione dell’attuale ufficio distrettuale partenopeo».
Il no
Un no preconcetto? Nemmeno per idea. Piuttosto, il timore che si ripetano esperienze non certo lontane nel tempo ma che si sono dimostrate fallimentari, come quella del tribunale di Giugliano. Se nuovi uffici devono essere creati è il senso del documento: devono essere rivisti i circondari giudiziari.
Morello e Sica
Tullio Morello e Silvana Sica, presidente e segretario del’Anm distrettuale, spiegano: «Il continuo preannunciare da parte del governo riforme del sistema giudiziario in assenza della contestuale previsione di adeguata copertura sia di personale che di risorse materiali nonché di strutture idonee al decoroso svolgimento dell’attività , crea perplessità in quanto qualsiasi intervento a costo zero incide negativamente sull’esercizio della funzione giudiziaria. Nel distretto di Napoli vi è già stata dimostrazione in tal senso per quanto riguarda l’istituzione di un tribunale fantasma quale quello di Giugliano, e in relazione all’adottata legge in tema di emergenza rifiuti».
I magistrati ricordano pure che «Gli uffici giudiziari sammaritani vivono una disastrosa condizione di edilizia giudiziaria da sempre denunciata dalla Anm». Condizione sottolineata ancora una volta nelle passate settimane dalla sottosezione sammaritana dell’Anm e ammessa dallo stesso Comune di Santa Maria Capua Vetere, che sta definendo il passaggio degli uffici del Tribunale civile – attualmente allocato in un condominio di fronte alla ragioneria Righi – nella caserma Pica.
L’intervento di Stellato
Viviamo in una provincia a rischio, qualità della vita pari a zero, occupazione pari a zero, sicurezza del territorio poco garantista della incolumità dei cittadini. Riprende così corpo la questione DDA nel casertano. Dda si, Dda no, ormai il gioco delle possibilità sembrava essersi placato con il ritiro dell’emendamento, ma per qualcuno ancora non c’è la parola fine a questa vicenda.
“E’ vero, la parola fine non è stata ancora pronunciata – ha commentato il Consigliere Regionale Giuseppe Stellato – L’opportunità della Dda a Santa Maria resta un’occasione da non perdere, una possibilità su cui insistere. La presenza della Dda in casa nostra potrebbe essere un inizio reale per fare del contrasto alla criminalità più mirato. L’emergenza territoriale è talmente elevata che questo organismo sarebbe fisicamente posizionato in loco, con possibilità di azione immediata.
Oggi questa lotta richiede una presenza più massiccia, più attiva, più vicina al problema. Con questo non sto sottraendo a Napoli meriti e responsabilità , il lavoro di Napoli è stato ed è tutt’ora di enorme importanza, ma si potrebbero utilizzare le esperienze che ha maturato Napoli sin’ora, creare una sinergia con la Dda del capoluogo partenopeo.
E’ tempo di dare risposte condivisibili, non univoche, altrimenti il territorio resterà sempre e comunque sede di valutazione distanti, incapaci di guardare la realtà in tutte le sue prospettive. Qualcuno aveva accennato anche alla possibilità di una sede d’ufficio, ma la proposta non è realizzabile né utile, a questo punto la localizzazione non servirebbe più, andrebbe bene anche Roma.
Insomma, credo che una lettura seria sia invece quella che riesce a trattare la questione esclusivamente dal punto di vista della territorialità . La concretizzazione di questo progetto sarebbe un canale aperto ad operazioni di sicurezza sempre più presenti, dopo la Dda, infatti arriverebbe la Dia, poi i Servizi Investigativi, tutto ciò a rinforzo della presenza e della lotta alla criminalità organizzata. Il dibattito è attualmente ancora aperto, la proposta non è stata bocciata è stato solo ritirato l’emendamento, sulla vicenda dunque, ribadisco, la parola fine non c’è.
Il prossimo passo
Il prossimo passo dunque è quello di mettere insieme le sinergie dei parlamentari del territorio e riaprire la questione. La parte politica non può tacere, soltanto attivarsi, rappresentare la molla, la spinta all’intraprendere serie e concrete azioni di concerto con le istituzioni.
Altro provvedimento urgente è quello di rinforzare gli organismi della Procura; credo nella evidente necessità di una maggiore presenza e più penetrante delle forze tutte, dell’ordine, della magistratura, della politica, delle istituzioni, una concentrazione eccezionale contro un tasso di criminalità eccezionale. Così deve essere dunque la nostra risposta, eccezionale, non intesa come una tantum ma come azione concertata aldilà di ogni limite ordinarioâ€.
