MADDALONI (Caserta) – Tragedia al convitto Nazionale Giordano Bruno di Maddaloni. Un collaboratore alla mensa è stato colto da malore ed è deceduto nel giro di pochi minuti. Una mattina da incubo per quanti lavoravano alla mensa del convitto. Mentre i ragazzi erano nelle loro classi e facevano lezione, si è consumata la vita di un padre di famiglia nonché collaboratore dell’istituto.
La tragedia alla mensa scolastica
Alle 9.30 Nicola Gazzillo, questo è il nome del poveretto, originario di Maddaloni, nato il 9 agosto del 1952, residente in via Nino Bixio al civico 160, ha preso servizio in mensa come tutte le mattine da circa un anno. L’uomo infatti lavorava come collaboratore nella mensa assieme ad altri sette, a tempo determinato. E’ andato timbrare il cartellino delle presenze, è tornato giù per aiutare gli altri operai, ma durante il lavoro qualcosa non andava. Improvvisamente Nicola si è sentito male, un capogiro improvviso ed è caduto a terra.
Un malore improvviso
Sembrava svenuto, i compagni di lavoro lo hanno chiamato pensando che si trattasse di un malore passeggero. Il poveretto non si alzava e non dava segni di vita. Erano le 11.15 circa, subito hanno allertato il servizio sanitario del 118. Sul posto in brevissimo tempo è arrivata l’ambulanza di San Felice a Cancello. Ma all’arrivo dei soccorsi il poveretto era deceduto. Non c’è stato nulla da fare se non constatare il decesso, per un presunto infarto.
Arrivano i carabinieri
Sul posto inoltre si sono portati i militari dell’Arma dei Carabinieri di Maddaloni che, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, la dottoressa Antonella Cantiello, hanno fatto trasportare il corpo del poveretto presso il reparto dell’istituto di medicina legale dell’ospedale San Sebastiano e Sant’Anna di Caserta, in attesa di una visita autoptica sul corpo, per capire il reale motivo dell’improvviso decesso. Il Gazzillo lavorava a tempo determinato presso la mensa scolastica dell’istituto.
Amava stare coi ragazzi ed era sempre gentile
Antonio aveva lavorato per loro già in passato e un anno fa, quando ha dovuto scegliere dove lavorare, aveva lui stesso fatto la richiesta di tornare al convitto. “A lui piaceva stare coi ragazzi†racconta il centralinista che tra l’altro lo conosceva bene,†tra una battuta e l’altra riusciva a tenere allegri gli studentiâ€. Antonio sperava in breve di ottenere un contratto a tempo indeterminato, per continuare a portare avanti la famiglia e i suoi figlio.
Una famiglia allo sbaraglio
L’uomo era sposato infatti ed aveva due figli, una ragazza ormai maggiorenne e sposata e un ragazzo che vive in casa. La famiglia è stata divisa, l’uomo si è spento inaspettatamente a 54 anni, così come la luce delle sue speranze e si è acceso il buio della disperazione nella sua bella famiglia, per la perdita dell’amato congiunto.
