CASTELVOLTURNO (Caserta) – Questa sera è una di quelle sere (me ne capitano tante purtroppo) nelle quali a fine giornata chiudo gli occhi con un profondo senso di impotenza, di amarezza e di rabbia.
QUELLO CHE E’ SUCCESSO
Quello che è successo ieri mattina all’alba a Castelvolturno sembra distruggere dentro di me ogni volontà di lottare: sembra che la cattiveria, l’ignoranza e la pazzia stiano contaminando tutto; e tutti assistiamo quasi inermi a questo clima sempre più razzista e profondamente intriso di egoismo. Sento risuonare forte il passo evangelico sulla bocca di tanti fratelli immigrati: “ero forestiero…non mi avete ospitato…Maledetti!â€.
LA LISTA DEI NOMI
Questa mattina, facendo scorrere la lista dei nomi dei richiedenti asilo politico, giunti al centro proprio in questi ultimi mesi, ho fermato gli occhi su David e Collins perché mi ero segnato: “vive a Castelvolturno/American Palaceâ€. Ho preso il telefono e ho provato a chiamarli.
DAVID SU UNA MACCHINA DELLA POLIZIA
David era su una macchina della polizia, lo stavano portando a un Centro d’identificazione a Bologna: è un richiedente asilo politico e sicuramente verrà rilasciato e potrà ritornare…dove? visto che la sua casa, il suo “palazzo†glielo hanno distrutto…distrutto per non trovarci…niente di quello che stavano cercando! David mi chiede: “Father, why?†“Papà , perché?. Passo il telefono a Stephen, un po’ perché possano meglio intendersi, e un po’ perché la mia voce si rompe dentro la commozione.
COLLINS E’ A ROSARNO
Qualche minuto dopo chiamo Collins, anche lui richiedente asilo politico: mi risponde da Rosarno, dove è andato a lavorare nella campagna. Fortunato lui che non era a casa ma al lavoro; come tanti dell’American Palace, che alle 5.30 del mattino (l’orario dell’irruzione dei carabinieri) già si trovavano nelle piazze e nelle rotonde del casertano e del napoletano alla ricerca di una giornata di lavoro.
IL LAVORO IL LAVORO
Il lavoro…il lavoro…è questo quello che vogliono e tentano di fare ogni giorno questi fratelli: lavorare! e invece si trovano davanti opposizione e indifferenza. Ed ora per tutti quelli che verranno trovati senza un maledetto pezzo di carta che determina la loro regolarità in questo paese, che cosa gli succederà ?
CHE ACCADRA’ MINISTRO?
Che cosa gli succederà caro signor ministro? Io sono brianzolo, a mezz’ora di strada dalla città del ministro degli interni. Penso che la sua terra respiri da sempre lo stesso clima della mia, un clima fatto di laboriosità e intriso dei valori cristiani. In queste terre del nord, la vicinanza alla gente e la concretezza delle risposte ha permesso alla parte politica che lui rappresenta di fare fortuna; una vicinanza così vicina che ha assunto i toni dell’egoismo e della chiusura più sfrenata.
DALLE MIA PARTI: LA BRIANZA
Tanto che dalle mie parti è solita l’espressione che al tempo dei nostri nonni le case non avevano bisogno di catenacci perché non c’erano questi “stranieriâ€. Io sono convinto che i miei nonni risponderebbero che l’assenza dei catenacci non dipendeva dall’assenza dei forestieri, ma dal fatto che ieri i nostri nonni non dovevano difender i tanti, troppi beni che oggi noi abbiamo accumulato!
SERVE CORAGGIO
E a noi? A noi che abbiamo percorso mano nella mano tante volte le strade della nostra città insieme a questi fratelli per lottare per i loro diritti, per i nostri diritti? A noi spetta la responsabilità di rialzarci insieme. Di non fare silenzio. Dobbiamo resistere. Uniti. Capaci di gesti di profonda solidarietà . A me stanno venendo alla mente idee sorprendenti e non violente che possono smascherare l’ipocrisia dei potenti…
Ma c’è bisogno di coraggio, di osare, per disarmare la violenza delle loro menzogne. Solo così è possibile risentire quel passo del vangelo sulle labbra dei miei fratelli e amici, questa volta pieno di speranza: “Ero forestiero…mi avete accolto…Benedetti!â€
