NAPOLI – Il Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Campania, l’avv. Paolo Colombo, rende note le misure previste in favore delle persone con disabilità nel PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza).
Il Parlamento ha approvato a larga maggioranza il PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – (detto anche Recovery Plan), ovvero ilÂÂ programma di investimenti che il Governo intende attuare con i finanziamenti che la Commissione europea metterà in campoÂÂ per l’Italia nell’ambito delÂÂ Next Generation EU, lo strumento per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19.
Il PNRR contiene un gran numero di interventi, finanziamenti e riforme, previsti in particolare per riparare le problematiche causate dalla pandemia, in vari ambiti d’azione. I fondi a disposizione saranno in totaleÂÂ 221,1 miliardi, di cui 30,6 miliardi di risorse interne e 191,5 miliardi dall’Unione Europea, che li darà al nostro Paese in forma di sussidi o prestiti a basso tasso d’interesse, da utilizzare entro il 2026.
Molteplici gli ambiti in cui si innesteranno le riforme e gli interventi (il piano si snoda inÂÂ 6 Missioni) come quelli per la coesione sociale, digitalizzazione, interventi di contrasto al cambiamento climatico. Sul fronteÂÂ saluteÂÂ sono previstiÂÂ 15,63 miliardi, con circa 4 miliardi per l’assistenza domiciliare e la telemedicinaÂÂ e 2 miliardi per le Case di cura. Alla voceÂÂ infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settoreÂÂ viene inserito un programma di investimento diÂÂ 11,17 miliardi, dove trovano spazio in particolare iÂÂ principali interventi per le persone con disabilità, che annoverano, tra gli altri,ÂÂ innovativi percorsi di autonomia per individui disabiliÂÂ e laÂÂ Legge quadro per le disabilità.
PERSONE CON DISABILITÀ:
Nel corso dell’attuazione del Piano, l’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità sarà coinvolto dalle amministrazioni competenti per monitorare che le riforme proposteÂÂ (ad esempio giustizia, pubblica amministrazione, mercato del lavoro) siano adeguatamenteÂÂ inclusive.
Il Governo ha creato con la legge di bilancio 2020 un Fondo disabilità e non autosufficienza e ha allocato complessivamente €800 milioni per il triennio 2021-2023.
La prima riforma che verrà finanziata con queste risorse è finalizzata alla realizzazione della “Legge quadro della disabilità”.ÂÂ
Questo si propone di realizzare pienamente i principi della convenzione ONU secondo un approccio coerente con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e con la recente “Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030” presentata a marzo 2021 dalla Commissione europea. In particolare,ÂÂ la riforma semplificherà l’accesso ai servizi, i meccanismi di accertamento della disabilità e potenzierà gli strumenti finalizzati alla definizione del progetto di intervento individualizzato.
All’interno del Piano sono previste le seguenti misure:
• Nella Missione 1,ÂÂ si rimuovono le barriere architettonicheÂÂ e sensoriali in musei, biblioteche e archivi, per promuovere una cultura dell’accessibilità del patrimonio culturale italiano.
• Nella Missione 2 e nella Missione 3, gliÂÂ interventi per la mobilità, il trasporto pubblicoÂÂ locale e le linee ferroviarie favoriscono il miglioramento e l’accessibilità di infrastrutture e servizi per tutti i cittadini.
• La Missione 4 prevede una specifica attenzione per le persone con disabilità, nell’ambito degli interventi per ridurre i divari territoriali nellaÂÂ scuolaÂÂ secondaria di secondo grado.
• La Missione 5 include unÂÂ investimento straordinario sulle infrastrutture sociali, nonché sui servizi socialiÂÂ e sanitari di comunità e domiciliari, per migliorare l’autonomia delle persone con disabilità.
• Nella Missione 6, il miglioramento diÂÂ servizi sanitari sul territorioÂÂ permette di rispondere ai bisogni delle persone con disabilità, favorendo un accesso realmente universale alla sanità pubblica.
Nel più generale ambito sociosanitario, si affianca una componente diÂÂ riforma volta alla non autosufficienza, con l’obiettivo primario di offrire risposte ai problemi degli anziani.
Tale riforma affronta in maniera coordinata i diversi bisogni che scaturiscono dalle conseguenze dell’invecchiamento, ai fini di un approccio finalizzato ad offrire le migliori condizioni per mantenere o riguadagnare la massima autonomia possibile in un contesto il più possibile de-istituzionalizzato.
ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI:
Per le persone anziane non autosufficienti, il Piano introduce diverse misure, strettamente legate tra loro, sia riguardo alÂÂ rafforzamento dei servizi sociali territoriali finalizzato alla prevenzione dell’istituzionalizzazioneÂÂ e al mantenimento, per quanto possibile, di una dimensione autonoma (Missione 5), sia attraverso ilÂÂ potenziamento dell’assistenza sanitaria, soprattutto radicata sul territorioÂÂ (Missione 6). Nella Missione 5,ÂÂ €500 milioni sono stanziati per il sostegno alle persone fragili e anziane per rafforzare i servizi sociali territoriali e “di prossimità”.ÂÂ
Di questi, €300 milioni riguardano la riconversione delle RSA e delle case di riposo per gli anziani inÂÂ gruppi di appartamenti autonomi. L’obiettivo è assicurare, per quanto possibile, la massima autonomia e indipendenza delle persone anziane, in un contesto nel quale viene garantita una esplicita presa in carico da parte dei servizi sociali e vengono assicurati i relativi sostegni. Questi interventi sono affiancati da una riforma tesa a introdurre un sistema organico di interventi in favore degli anziani non autosufficienti, finalizzato all’individuazione di livelli essenziali delle prestazioni.
Tale intervento è strettamente integrato con i progetti proposti nel capitolo sanitario del Piano (Missione 6), in particolare con la riforma dei servizi sanitari di prossimità e con l’investimento sull’assistenza domiciliare. In questa linea di intervento sono infatti stanziatiÂÂ fondi per il potenziamento dell’assistenza sanitaria e della rete sanitaria territoriale.ÂÂ
In particolare, €2 miliardi saranno investiti per l’attivazione di 1.288 “Case della Comunità”, cioè punti di assistenza continuativa per la popolazione, in particolare per le persone fragili e gli anziani. Altre risorse sono invece stanziate per il potenziamento dei servizi domiciliari e la telemedicina.
Tali investimenti hanno l’obiettivo di rafforzare i servizi sanitari di prossimità e domiciliari al fine di garantire un’assistenza sanitaria più vicina ai soggetti più fragili, come gli anziani non autosufficienti,ÂÂ riducendo così la necessità di istituzionalizzarli, ma garantendogli tutte le cure necessarie in un contesto autonomo e socialmente adeguato.
Inoltre, questi investimenti si legano anche all’investimento previsto dalla Missione 5 per la valorizzazione delle aree interne. Infatti, una delle linee di questo intervento mira a potenziare i servizi e le infrastrutture sociali di comunità dedicati ai soggetti fragili, come gli anziani.
Il Garante conclude: “speriamo che sia la volta buona per fornire un contributo concreto al miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità e non un ennesimo libro dei sogni”.
