CASERTA – Per dare risposte efficaci in termini diÂÂ salute si è sempre parlato della necessità di implementare e migliorare le strutture ambulatorialiÂÂ territoriali, che sono il centro specialistico di diagnosi e cura delle patologie croniche.
Tali strutture sono distribuite sul territorio nei distretti sanitari e dovrebbero interfacciarsiÂÂ con iÂÂ medici di medicina generale, collaborando sinergicamente. Se partiamo da queste premesse allora diventa difficile spiegarsi perché le attività diÂÂ questeÂÂ struttureÂÂ vengano bloccate, riducendo le prestazioniÂÂ esclusivamente a quelle urgenti.
Forse i pazienti cronici affettiÂÂ daÂÂ broncopatie croniche, daÂÂ asma grave, da cardiopatieÂÂ o da diabete sono pazienti che possono tranquillamente cronicizzare ed evolvere versoÂÂ forme acute, per poi aver necessità diÂÂ ricoveroÂÂ ospedaliero? In questa momento inÂÂ cui gli ospedali sono in una fase di criticità, sarebbe il caso alleggerire il loro carico di assistenza alle forme gravi che non possono essere gestite a livello ambulatoriale e sarebbe il caso incrementare le attività ambulatoriali naturalmenteÂÂ migliorando le modalità di accesso e di sanificazione degli ambienti.
Molti pazienti cronici si sentono abbandonati a se stessi e non riescono a ricevere prestazioni sanitarie che prevengano riacutizzazioniÂÂ della malattia che necessariamente comporterà richiesta di assistenza ospedaliera. Nella situazioneÂÂ attualeÂÂ si ritroveranno senza assistenza sanitaria ambulatoriale e senza assistenza ospedaliera.
Quindi un sommesso consiglio, sempre nell’ottica propositiva, sarebbeÂÂ incrementare le attività territoriali ed incrementare le attività di telemedicina che rappresentano la via maestra per mitigare le criticità della fase acuta che stiamoÂÂ vivendo, che anche un punto diÂÂ vistaÂÂ sarebbero una risposta economicamente utile e vantaggiosaÂÂ sempre nello spiritoÂÂ di collaborazione.ÂÂ
