Marcianise, caos streaming Consiglio Comunale, il presidente Rondello fa chiarezza su tutto

MARCIANISE (Caserta) - «In questi giorni è circolato un documento, a firma dei partiti di minoranza, in cui si leggono accuse (che apprendo con somma sorpresa) nei confronti anche del sottoscritto, circa lo streaming delle sedute di consiglio comunale.

Con estrema serenità sento il dovere, anche istituzionale, di fare alcune precisazioni di merito sulla questione sollevata. Come i consiglieri comunali ben sanno, la trasmissione audiovisiva, il cosiddetto streaming delle sedute di consiglio comunale, va disciplinata con apposito regolamento consiliare da approvare nelle sedi opportune, in quanto riguardante questioni delicate quali il diritto alla privacy e della riservatezza dei dati personali. 

Ebbene, come sicuramente sono a conoscenza anche i consiglieri di minoranza nella loro qualità di componenti della I Commissione Consiliare permanente ‘Statuti e Regolamenti’, la bozza del regolamento in oggetto, proprio in virtù di una collaborazione tra ufficio di Presidenza e Commissioni Consiliari, veniva redatta dall’ufficio di Presidenza e inoltrata almeno 6/8 mesi fa alla suddetta commissione preposta, come da Statuto, alla valutazione e al rilascio di parere. Dunque la Presidenza del Consiglio, contrariamente a quanto assunto nel documento pubblicato dalle minoranze, in un’ottica di trasparenza e di collaborazione con i gruppi consiliari, dimostrando la volontà dell’amministrazione in tal senso, si è attivata da circa un anno per gli atti propedeutici all’approvazione del regolamento per la trasmissione audiovisive delle sedute di consiglio comunale.   

Vi è di più. Forse alle minoranze sfugge che, sempre su proposta dell’ufficio di Presidenza, è stata approvata una variazione di bilancio per lo stanziamento di somme per il cosiddetto streaming delle sedute di consiglio comunale. Detto ciò, i consiglieri comunali di minoranza (avendo tutti una esperienza amministrativa datata) sanno bene che la preparazione degli atti da discutere in consiglio comunale non compete sicuramente al Presidente del Consiglio il cui ruolo è ben altro, rappresenta il Consiglio Comunale ed ha il compito primario di tutelare i diritti e le prerogative dei Consiglieri, garantendo l’esercizio effettivo delle loro funzioni e curando l’osservanza e la corretta interpretazione del Regolamento e dello Statuto. Non possono negare le minoranze un mio intervento per la loro tutela del diritto di accesso agli atti. Non possono negare di aver dimostrato in più di un’occasione la mia ‘capacità di ascolto’. In ogni consiglio comunale ho sempre lasciato parlare, nei limiti regolamentari, ascoltando quanto veniva detto confidando nella correttezza e nella responsabilità del singolo consigliere. Su ogni punto all’ordine del giorno ho sempre sollecitato la minoranza ad esprimersi. Devo e posso dedurre, dunque, che le argomentazioni sollevate sono solo ed esclusivamente strumentali.  

Con l’occasione invece invito i consiglieri di minoranza ad usare toni più adeguati anche nel rispetto dell’istituzione che rappresentano perché argomentare fatti che fanno intendere una limitazione al ruolo e alle prerogative della minoranza da parte del Presidente del Consiglio, come hanno fatto all’interno del loro comunicato, nasconde solo e soltanto una volontà di esagerazione. Non vorrei che dietro questo, ci fosse invece in realtà una mancanza di volontà nell’approfondire e confrontarsi sulle principali questioni di merito che riguardano la nostra comunità. Rimango fiducioso, anzi ne sono certo, di un proficuo e collaborativo lavoro istituzionale a vantaggio della nostra città».   

Il Presidente del Consiglio Comunale Avv. Antimo Rondello